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Collegamento internet del 04.02.04. |
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Finalmente nella civiltà...
Ho un secondo perché stiamo tornando a Salta.
Il giorno 29, alle 13.02 ora locale, abbiamo toccato la croce sulla vetta del Pissis. Eravamo in tre: io, Massimo e Daniel. Gianmario ha continuato ad avere problemi di altura/salute/bronchite ed è dovuto scendere al campo base a 5.600 metri circa.
Vetta fantastica, salita bellissima, tempo dalla nostra parte, è andato tutto bene, compreso un fuori programma di roccia e ghiaccio a 6.800 metri circa, a pochi metri dalla vetta, dove a mano ho tirato su Daniel da un roccione a picco sul fondovalle, in quanto la strada era sbarrata da metri di neve. Solo Massimo era riuscito a passare là in mezzo...
6.882 metri la misurazione con il nostro altimetro barometrico tarato al campo base. Il vulcano più alto
del mondo. Canti, pianti, abbracci, l'ultima ora non passava più, la vetta era sempre lassù, mi stavo
innervosendo! Alla fine, dal campo 3 (6.300) alla vetta sono solo 4,15 ore... ma è stata un'altra avventura.
Il 28, con zaini carichissimi in spalla, abbiamo portato su tende, fornelli, cibo, attrezzatura, vestiti, acqua sino a 6.300 metri: zitti e camminare lungo un ghiacciaio che partiva da 5.300 sino ai 6.880.
Morti, avevamo trovato un punto di fortuna dove piazzare la tenda, di campi d'altura neanche l'ombra, poi è successa una cosa strana: qualcuno, o qualcosa, ha guidato letteralmente un morto Daniel verso quello che il giorno seguente avremo scoperto come il campo 4!
Così, abbiamo dormito in 3 in una tenda da 2, passato la notte e, poi, la cumbre.
Adesso stiamo a valle, tutti bene, anzi, io sto meglio che alla partenza.
Siamo arrivati - parlo della camioneta - in posti e in campi base dove di solito gli scalatori vengono scortati o accompagnati dai militari. Tornati giù, la prima impressione è di essere stato forte e di sentirsi distante da tutto.
È un pomeriggio in cui non ti viene niente da dire: stai solo con te stesso, a guardare fuori dal finestrino, mentre ti scorre la tua recente vita, poi ti riprendi e ti riscopri felice. Sulla montagna, quante volte ho rivissuto momenti positivi, passavano così, senza senso, davanti agli occhi.
Il 29, mentre trasportavo insieme a Daniel gli ulimi materiali, camminavo sul ghiacciaio solo con i ramponi mentre, a fondo valle, il paesaggio di vulcani, lagune e saline era incredibile.
In cuffia buona musica, niente vento, qualche nube, tu che cammini dai 6.300 verso i 4.800 del campo base, tutto intorno a te è pace, pace e sole.
A presto.
Fabrizio.
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