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Music@: diretta da Fiorella Capuzzi.
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Music@
di: S/HE

C'ERA UNA VOLTA IL ROCK.
Verso la fine degli anni '90 e' stato coniato un nuovo termine per definire
quella musica che in realta' sfuggiva ad ogni etichetta e che proveniva
principalmente dal Nord America. Gruppi come Tortoise e Trans AM non
appartenevano ad alcun filone musicale gia' esistente. Non si poteva
definire 'rock' in quanto le chitarre e le percussioni erano ridotte a meri
strumenti interpretativi del silenzio, del suono evocativo, delle parole
che spesso, se presenti, erano appena sussurate.
Colpiva, nell'ascolto di questi dischi, una rarefazione assoluta, un
rallentamento e un congelamento di emozioni, come se queste rimanessero a
mezz'aria, senza esplodere. I critici musicali pensarono di definire questo
nuovo modo di considerare la musica come un'evoluzione del rock, un
superamento in qualche modo della struttura musicale canonica
basso-chitarra-batteria-voce alla ricerca di nuove decostruzioni
espressive. Chiamarono questo genere 'post-rock' nel quale rientra senza
dubbio anche il terzo lavoro di un gruppo straordinario di Glasgow: i
Mogwai, che hanno intitolato il nuovo album con un titolo che
provocatoriamente fa riferimento a questa definizione.
MOGWAI 'ROCK ACTION'
Il lavoro, prodotto, come il precedente 'Come On Die Young' dal produttore
dei Flaming Lips e Mercury Rev Dave Fridmann, e registrato per lo piu' a
New York, e' stato accolto in Inghilterra con grande considerazione e
interesse da parte dei maggiori settimanali musicali.
Polemici e schietti, i cinque ragazzi hanno rilasciato commenti infuocati
nei confronti dei piu' famosi gruppi britannici, sputando sulla musica pop,
in primis quella dei Blur. In ogni caso questo loro nuovo album e' degno di
cotanta alterigia. Otto canzoni che ci portano fuori dai territori
abitualmente percorsi dalla musica mainstream con suoni che non sono solo
suoni ma percezioni che evocano suoni.
Difficile parlare dei Mogwai. Difficile esprimere a parole la bellezza di
questo nuovo lavoro.
La prima traccia apre le porte di un mondo tutto immaginato dove un loop
concentrico e ipnotico ritorna sempre su se' stesso arricchendosi di nuove
trame sonore. Il secondo pezzo, 'Take Me Somewhere Nice', contiene mirabili
strumenti ad archi e una voce appena sussurrata che ricorda i Red House
Painters migliori. Tutto l'album e' intriso di malinconia che stringe il
cuore per le emozioni che riesce a comunicare. Via via le canzoni si
susseguono e la dolcezza che sprigionano e' davvero indescrivibile.
I Mogwai scrivono musica che inizia con piccoli passi e che si sviluppa in
un crescendo di sensazioni.
Un disco fondamentale e un gruppo imperdibile, che raccomando a chi ha il
tempo e il bisogno di ascoltare qualcosa che coinvolga anima e cuore.
MOGWAI 'ROCK ACTION' 2001, Southpaw Recordings.
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