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Come si propongono i testi? (Poesia o racconti)
Forum Room aperta da Angela
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giovedì 13 marzo 2008, ore 19.01.14, ilaria scrive:
sai che non lo sò nemmeno io? ho mandato un testo tempo fa (forse non l'hanno scelto, boh). una poesia, ieri. ma nothing. e non sò nemmeno a chi chiedere. Ilaria(thequeen)
domenica 16 marzo 2008, ore 9.34.51, Michele scrive:
Anche io non so che dire, ho inviato tre racconti ma niente. Pensavo all'inizio che fosse una specie di vetrina per farsi conoscere, ma non riesco più a visualizzare i miei racconti.
venerdì 28 marzo 2008, ore 11.46.35, Moderatore scrive:
Per informazioni contattateci all'indirizzo e-mail redazione@arpanet.org! Grazie!
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non ho parole...
Forum Room aperta da alessandro
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lunedì 31 dicembre 2007, ore 0.23.35, alessandro scrive:
Prima di aderire all'invito (allettante) di Arpanet, ho letto i sunti di chi ha proposto il suo lavoro (categoria Eros). Nell’ordine ho trovato: abbondante e sparso qua e là, il trionfo della retorica; trentacinquenni semi-pedofili che, entrando nella crisi di mezza età, descrivono con uno stupore e una visione da vecchio guardone, ragazzine diciottenni che dovrebbero trasudare sesso e sensualità per chi legge, ma se a leggere è un diciottenne, non penso lo troverebbe erotico quanto chi l’ha scritto (e ovviamente Nabokov non docet, ma visto che lui ha già scritto egregiamente sull’argomento, di cosa dobbiamo stupirci?); lesbiche che pensano che qualcuno/a provi le stesse emozioni e il piacere dell’estasi di sbottonare una camicetta e lo stupore di trovarvi un seno; colte citazioni di Erri De Luca come fosse Aristotele; risvegli con polluzioni in ricordo di amplessi tumultuosi; “perizomi perlati” (qui metto le virgolette perché non vorrei mai che queste parole fossero scambiate per mie) in forma di poesia, che celano uno splendido segreto, gonfio di sensuale e umida passione, che mi sembra un’antinomia visto che dietro un perizoma c’è sempre un culo e neanche tanto segreto, visto che indossa un perizoma; occhi bugiardi e seni bollenti (forse era febbre…); degustazioni varie di urina e sperma (con citazioni gourmand sull’origine etnica del dispensatore di tale nettare); “gemiti di piacere & sfarfallii di uccellini in gabbia” (anche qui op. cit., vedi su); “labbra porpora e terrazze coralline e annegamenti in laghi verdi come occhi” (v.); e ancora: accondiscendenti uomini/donne ma descritti gli uomini da donne e le donne dagli uomini, vale a dire proiezioni dei desideri di come-è-ma-come-vorrei-che-fosse e pareti ingiallite dal tempo (ancora) testimoni di sesso consumato e mi fermo qui (ma vi garantisco che non si consuma niente). Scrivo qui il commento che ho mandato a quanti ho scritto e votato perché mi piacerebbe avere una risposta per questa che non è una provocazione del solito rompi di turno e mi farebbe piacere sapere come giustificano le mie perplessità nei loro riguardi e, superata l’irritazione e la voglia di menarmi, ritrovino un po’ di calma per rispondermi. Com’è che quando si scrive di sedicente poesia, scompaiono tutti i progressi linguistici conquistati in anni di letteratura e di ammodernamento della lingua? Com’è che appaiono ancora palpiti e gemiti? E "oh ch’io non intenda per sorpresa d’istante!", erano dai tempi di Carducci che non si leggeva una roba del genere, ma in Carducci è sublime, in chi l’ha scritto oggi è un orrore. Così come quello che hanno "Lascia(to) estenuato (nel) suo venire orgasmico" (spero si sia ripreso). Ma si scrive ancora di sogni in “castelli della felicità”; ma hanno idea di quanto si pagherebbe di ICI nella realtà? Ormai anche i pochi reali sparsi per il mondo non abitano in castelli perché sono freddi, richiedono tanto personale e sono troppo costosi. Oppure di altri sogni tardo ottocenteschi di un Oriente che pullula di spezie e magici profumi, quando oggi si scannano in maniera disumana e quando non sono falcidiati da qualche guerra civile o religiosa, lo sono da aids o una delle tante malattie che in occidente si curano con un farmaco da banco. Come si può scambiare per letteratura anacronismi così puerili? Si può, in onore alla libertà di pensiero, scrivere ancora in questo modo? Certo che si, ma a che serve farlo? A chi serve leggerlo? A cosa serve? Una mia editor, nel suo incessante fare le pulci ai miei scritti, mi ha detto che c’è sempre bisogno di nuove storie; noi abbiamo bisogno di nuove storie dove ritrovarci, dove trovare qualcosa di noi stessi. Bene: oggi io mi sono perso. Un saluto a tutti. Aspetto la vostra opinione. abc
giovedì 24 gennaio 2008, ore 11.34.59, Catia scrive:
Gentile Alessandro, trovo per puro caso la tua lettera aperta ai candidati per l'iniziativa "Eros e Amore". Per quanto mi riguarda sono perfettamente d'accordo con te riguardo i palpiti, il nettare, i tumultuosi amplessi e quant'altro ha un senso di stantio e retorico, un linguaggio da romanzo d'appendice che però forse ha ancora un suo pubblico. Per quanto riguarda la mia esperienza ti posso dire che sono una "vecchia volpe" del genere "erotico" due miei racconti sono stati pubblicati in tempi non sospetti su BLUE che credo conoscerai e su varie antologie Mondadori sotto pseudonimo (perché a Mondadori piaceva l'idea degli autori esotici). Io un saggio sul Lolitismo l'ho scritto davvero e la mia ricerca sul campo in merito di varianti della sessualità è stata per così dire in presa diretta avendo avuto a che fare con ambienti e persone dedicati al Fetish e SadoMaso. Ciò detto non è di certo scontato che il mio racconto troverà il gradimento della redazione di ARPANet e che verrà pubblicato. Magari la gente vuole i palpiti... La mia scrittura non è di certo settoriale e posso scrivere di sesso come di qualsiasi altro argomento a me veramente noto. Un caro saluto
Koshka
mercoledì 30 gennaio 2008, ore 17.23.00, Gaspare scrive:
sono contento di essermi evitato la solita figura di quello che fa iniziare la polemica e di potermi limitare a scrivere: "sottoscrivo in pieno".
venerdì 27 giugno 2008, ore 21.37.03, Cataldo scrive:
La lettera di Alessandro dovrebbe essere pubblicata, in qualità di racconto auto-sufficiente, nella sezione Umorismo. Mi ha fatto davvero ridere e in modo elegante, raffinato, evoluto. Non posso esprimere un giudizio perché non ho letto quelle scritture che lui definisce imbarazzanti ma, in ogni caso, mi ha regalato un momento di ilarità che ricevo sempre più raramente dalla parola scritta. Io scrivo umorismo e sono affascinato da coloro che mi fanno ridere mentre esprimono un concetto serio e sentito. Trovo che Alessandro sia una persona di non comune intelligenza e, anziché fuggire a gambe levate dal Forum, gli chiederei di contribuire ad esso. Mi piacerebbe leggerti ancora.
martedì 2 settembre 2008, ore 18.22.43, Daniela scrive:
Ma avete letto Cento colpi di spazzola... di Melissa P.? A parte le diverse situazioni raccontate con lo stile tipico della letteratura erotica tascabile(quella, per inciso, che i commessi viaggiatori degli anni '50/60 nascondevano sapientemente dietro le copertine dei Gialli Mondadori, durante i lunghi spostamenti in treno), di tanto in tanto, no, diciamo pure spesso, l'autrice scivola nella languidevolezza stufosa e zuccherina di spume e onde e farfalle e cieli e... vi risparmio il resto! Risultato? Un best-seller di proporzioni stellari! Altro che Nabokov, la verità è che oggi piace questa spazzatura. Sarà anche commerciale e di basso livello, ma è l'unica che tira e che gli editori trovino valga la pena pubblicare( e chiamali fessi!).
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"La Legge dei Figli" Antologia noir con prefazione di DE CATALDO (autore di "Romanzo criminale" e molto altro)
Forum Room aperta da Giovanni
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giovedì 6 dicembre 2007, ore 18.03.57, Giovanni scrive:
Ehmm ... permesso? Ma si può tanto pubblicità? Però almeno questa volta la divido con altri autori. E traggo la notizia dal sito Orient Express, a cura di Bruno Zaffoni, punto di riferimento di scrittori noir (qui sono presenti e scrivono racconti, cito a caso e in modo incompleto, Wu Ming, Evangelisti, Lucarelli, etc.)
"Un'antologia per la Costituzione.
139 articoli, 18 disposizioni transitorie e una storia che risale al 1948. Questa è la nostra Costituzione, che da sessant’anni fonda i valori della Repubblica Italiana, le sue leggi e la convivenza dei suoi cittadini. O almeno dovrebbe farlo.
Con La legge dei figli (Meridiano Zero) sedici scrittori della giustizia italiana - agenti delle forze dell'ordine, magistrati, funzionari - mettono alla prova la Costituzione di cui sono figli.
Prendendo spunto da singoli articoli ci raccontano un paese in cui nulla è scontato, nemmeno l'applicazione dei principi stessi lasciati in eredità dai padri costituenti. Il risultato è un percorso a tinte nere per scoprire un'Italia in cui le ombre non si annidano solo fra il malcostume e la criminalità, ma soprattutto nell'oblio della Costituzione stessa.
Gli autori: Piernicola Silvis, Gianpaolo Trevisi, Andrea Testa, Angelo Marenzana, Simano Mammano, Maurizio Matrone, Marco De Franchi, Piergiorgio Di Cara, Alessandro Cannevale, Ugo Mazzotta, Giovanni Sicuranza, Carmelo Pecora, Mauro Marcialis, Girolamo Lacquaniti, Sergio Sottani, Marco Pelliccia. Prefazione di Giancarlo De Cataldo.
L'antologia è curata da Lorenzo Trenti e Sabina Marchesi. Il volume sarà presentato in Campidoglio martedì 11 dicembre alle 10.30".
su http://www.zaffoni.it/libro.htm
Letto l'elenco degli autori? Quel tale Giovanni Sicuranza sarebbe, e in effetti risulta essere, il qui presente sottoscritto.
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"maschere" di homo interrogans; prefazione di Eraldo Baldini e Valerio Evangelisti.
Forum Room aperta da Giovanni
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mercoledì 28 novembre 2007, ore 17.16.43, Giovanni scrive:
"maschere" di homo interrogans; Editore Giraldi.
Tra le recensioni, ecco quella presente su Progetto Babele a cura di Annamaria Trevale ( http://www.progettobabele.it/rec_libri/MOSTRARECENSIONE.php?id=2679 )
"La protagonista assoluta di questa anticonvenzionale raccolta che alterna racconti e poesie, con il tocco finale di un’intervista immaginaria, è la morte. Attenzione, però. Non la troviamo come oggetto di tediose ed astratte riflessioni esistenziali, per carità, ma fatta personaggio essenziale, compagna d’avventure per la maggior parte degli individui che popolano le vicende narrate, analizzate e descritte sotto gli aspetti più disparati e sorprendenti da un autore (Giovanni Sicuranza, nella vita medico legale bolognese) che è prima di tutto uno scienziato e ne possiede la capacità di analisi fredda e distaccata. Perché il titolo “Maschere”? Perché secondo l’autore tutti gli esseri umani, nel corso della loro esistenza, ne indossano una, o più d’una, ed è solo di fronte alla morte che tutte queste maschere cadono, svelando la vera natura profonda di ogni individuo. Partendo da questa teoria, è facile intuire come i racconti di questa raccolta riservino al lettore molte sorprese, perché è assai raro che l’epilogo ci descriva una situazione simile a quella di partenza, mentre la sensazione più frequente che ci rimane al termine di ogni singolo episodio è quella del disorientamento totale. Si può dire che la lettura, oltre che intrigante, risulti sempre del tutto spiazzante per i capovolgimenti assolutamente imprevedibili rispetto alle certezze iniziali. Una sola avvertenza per il potenziale lettore: non è un libro destinato a chi cerca e predilige le storie a lieto fine, perché l’umanità tanto abilmente descritta da Interrogans, sotto questo punto di vista, non lascia proprio alcuna speranza."
Per notizie varie ed eventuali sull'autore e sulla sua opera prima "maschere":
1) http://www.thrillermagazine.it/rubriche/4668 (intervista all'autore su Thriller magazine)
2) http://www.internetbookshop.it/code/9788861550261/HOMO-INTERROGANS/MASCHERE.html?shop=1855
3) http://www.libreriatrame.com/?p=38
Un po' di auto-pubblicità aiuta ad uscire dalla foreste editoriale. Forse. Gracias.
martedì 22 luglio 2008, ore 20.40.46, Mariano scrive:
Segnalo questo libro
http://www.lampidistampa.it/index.php?p=catalogo&id=1057
Sul ponte sconfinato di Limey
Editore Lampi di Stampa
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Sfide di versi
Forum Room aperta da Mariano
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venerdì 16 novembre 2007, ore 16.13.02, Mariano scrive:
Sfido a versi chi è qui presente Risposte d'autore Domande d'onore
giovedì 31 gennaio 2008, ore 15.57.42, Angela scrive:
Sono nuova! Vorrei raccogliere la sfida, ma vogli capire come funziona!
giovedì 17 aprile 2008, ore 0.53.38, Mariano scrive:
Niente, Angela. Non ci sono regole. Non c'e nessun funzionamento. Desideravo solo fare un botta e risposta a colpi di versi. Scusa se scrivo solo adesso, ma, sai, nel frattempo visto che nessuno rispondeva non sono più venuto a controllare. Esempio, traendo spunto da questa occasione
ho dimenticato questo posto perchè nessuno mai aveva risposto all'appuntamento già lanciato immerso nella rete ora ritorno perchè ci tengo molto a controllare le mie tracce sparse in cyberspazio raccogliere occasioni all'ossessione e fingere impressioni appena nate Intrepida noluntas che si scopre
Mariano
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lettera d'amore
Forum Room aperta da Patrizia
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martedì 13 novembre 2007, ore 20.51.04, Patrizia scrive:
Devo dirti Celeste. Tu resta stretta nel tuo abito grigio, serrato da insaziabili bottoni. Attendo parole. Potrebbero fuggire davanti al sospiro schiuso delle tue labbra. Evita, ti prego, lo sguardo fisso di chi si illude che il mondo finisca sul suo corpo. Fai come i tuoi capelli, rimpicciolisci e nascondi il mare ondulato, offrilo all'alba quando le timide luci s'insinueranno fra le fronde abbandonate. Avessi visto che papaveri quel giorno Celeste! Feriti, inutili eroi senza patria, miseri aedi dai calzari consunti. Questo pensavo mentre premevo il tabacco dentro la vecchia pipa e cantavo. Sollevo un braccio e mi schiaffeggio. Una volta, un'altra ancora e il rossore ora accentua la fenditura sulla guancia, memore del proiettile di guerra. La medaglia tintinna sul bavero stinto. Dio se è bella, ripetevano gli occhi ingordi, e la sottile striscia di pizzo che mostrava a tratti le tue caviglie sfidò il mio timore di perderti. E ti colpii, forte, così come ora colpisco la mia testa canuta e ossuta. La bellezza è una maledizione. Regine, sguattere, principesse e meretrici; la bellezza siede fiera sul trono della giustizia. Così una notte puntò l'indice e ti scelse. E tu fosti la mia maledetta. Era un mattino assolato, quello. In un angolo giacevano tre biciclette da riparare. il mastice era terminato e le viscere forate attendevano, ma era estate e io rimasi. Mi divertiva quel frinire amoroso e quei silenzi che attendono risposte, come amanti con le mani ferme sui batacchi. Insetti ostinati attraversavano il vecchio baule in cantina, inciampando sugl'innumerevoli chiodi conficcati fra le vene rinsecchite del legno. Che uomo sarei diventato sotto la coltre delle carezze! Chiodi come mausolei, doni brutali che le mie mani si ostinavano ad immolare sull'algido altare di un padre assente e cattivo. Che pretendevi da uno come me, un vedovo con figli, inasprito dal passato e dal presente? Che fosse anche buono? Com'è tiepida e lanuginosa l'ingenuità con cui ti avvolgi Celeste. Il carro arrivò e io mi avvicinai. Dentro, gente affastellata come giornali da resa. Bocche senza suoni nè lamenti, solo il cigolio delle ruote e l'acciottolio degli oggetti maledettamente sopravissuti alla morte. Con il tuo corpo e le tue labbra socchiuse, scendesti e io ti amai. E' mio, urlai. La perla mia, l'anello mio, l'oro mio quello che vagava nelle tue dita. Mi seguisti ignara e mansueta come un cane senza denti. Ondeggiavi mentre arrancavamo sulla salita e le valige di cartone si alternavano nel precedere il tuo passo. Bella., mi ripetevo. Le tue gambe guizzavano sotto il lungo abito, logoro e ruffiano. Ciocche ribelli si contorcevano al sole beffandosi della bionda crocchia abbisciata alla nuca di luna. E i tuoi seni, i tuoi seni grandi che avanzavano per te. Bella, facevo eco impaurito e teso nel celare il tuo forziere in quella vita da briganti. Non attesi la notte per possederti. Il mattino seguente ti sposai. Quando mi dicesti il tuo nome? Non ricordo, so solo ad un certo punto, allungasti la mano e sussurrasti "Il mio nome è Celeste" e io risi. Povero cavallo della Mesapotamia, che affondava gli zoccoli fra le acque degli antichi laghi. Povero amore mio. Avrei dovuto sedermi, a capo chino, perchè la sferza planasse indolore. Li meritavo quei tuoi occhi che mutavano varcando l'orizzonte, quando infierivo sulle tue labbra. Il dorso delle tue mani che asciugano i rivoli vermigli sono i chiodi che oggi penetrano nel mio cuore. Come fu amore mio? Dimmi del cavallo del vetturale che puntava gli zoccoli e raspava il terreno. Dondola i tuoi fianchi e mostrami il barcollare della montagna, come un vecchio gigante ubriaco. Narrami delle cose che perdevano il loro senso reale trasformandosi in massa informe. fammi entrare ti prego. E' l'alba quando il tegamino dalle rozze mani del lattaio scivola nelle tue.Ti stai dileguando dentro il grande portone mentre scrolli con energia i suoi occhi appuntati sul tuo corpo. Ravvivi il fuoco nel camino. pensi a come è stupido tutto quel freddo senza neve,scosti la tendina e guardi il cortile. Due donne dalle dalle funeree gramaglie attraversano la strada;rabbrividisci e torni alla tua serenità, a tuo marito e alla tua piccola che gli dorme accanto, mischiati, in quella domenica montana. Avvampi al pensiero delle sue mani grandi.Tutto quello che possiedi, vero Celeste? Poi qualcuno suona alla porta. Ti vedo scendere mentre un boato ingoia gradino dopo gradino e la terra spalanca la bocca ingoiando senza rimorso. Poi, poi ti vedo scavare in preda al terrore, un animale che ha smarrito la sua tana. le mani piangono lacrime cremisi mentre roca invochi i loro nomi. non ti risponde nessuno vero amore mio? Dentro le macerie restano i volti mischiati di tua figlia e tuo marito. fa freddo e fra un po' branchi di lupi affamati scenderanno dai monti. 13 gennaio 1915. Avezzano. Ore 7,45. Cade la neve. Dividi questo dolore con me. Il tuo peregrinare senza meta, il tuo giungere ad una sistemazione, neanche fossi una cesta, un attrezzo da lavoro, un tegame. E io fui quella sistemazione. Poi, il giorno. Guardo il grano e preparo la pipa. ricordo che il mastice è terminato mentre l'acqua bolle sulla carbonella. Mi chiedi di tornare in tempo, prima che sia nato. Con quattro pedale arrivo da Gino e compero il mastice, ma lui è un bastardo, così resto. Dimentico il tempo e il figlio che stai per darmi. E' tardi quando torno. Vedo vicini assiepati intorno alla casa. Li strattono con violenza, mi faccio spazio. Che volete? Andate via di qua, o prendo il fucile e finisco la mia guerra.Mi accolgono i tuoi occhi serrati, il viso esangue, candido come se vi fosse caduta una leggera spolverata di neve. Celeste ti avrebbe offerto margherite trite e avrebbe dormito sul tuo seno di perla. La tua foto dondola; mi fissi come se il mondo finisse sul tuo corpo. Anche quest'anno la lavanda inebria il tuo armadio.Rincasa ti prego. Chiudo gli occhi. Vedo una polvere leggera sollevarsi. Stai venedo a prendermi? La pipa rotola sul pavimento. Spalanco la bocca. Voglio gustare il sapore del tuo ritorno. tendo le braccia e ti afferro, dolce mia. Il calore della neve ci avvolge e io ti amo. Il tempo sottile di una carezza e già ti dormo accanto. Per sempre. Te lo giuro.
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PAROLIERE - ho deciso di dare le ali alle MIE parole
Forum Room aperta da giusy
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martedì 6 novembre 2007, ore 15.59.00, giusy scrive:
Son PAROLIERE e sò inventare PArole inedite o quel che vi pare Sian solo Fiabe - Filastrocche o canzoni quà sù due piedi e non a tentoni - SE Amate qualcuno che volete lodare e far loro sapere - che stiano a guardare - Perchè nel mio intento c è tutto un fervore che - poco ci manca - ci lascio anche il cuore - Ora dunque provate!!! - se ancor dubitate chiedete qualcosa - è già bell è pronta - ora irridente - poi anche flautata - un pò irriverente - comunque inventata - SON PAROLIERE - invento di tutto - di bello di brutto - orsù voi chiedete - vi metto nel cesto colori di suoni batuffoli bianchi - piume di pavoni - MA sempre in PAROLE io sò decorare Per grandi e piccini - che sanno sognare - Coriandoli di luci e nenie di coccole gelati di rime - che vàn come trottole - Dall ode al sonetto all elogio funebre - Dal canto provetto al sonoro sberleffo - MA alla fine - promesso - voi ne riderete e - seppur titubanti a me chiederete - Filoni di pani - condensati d AMORE che portan la firma------- LA MIA sON L autore!!! -
DIADEMA
lunedì 3 dicembre 2007, ore 18.48.39, Gaspare scrive:
So si scrive senza accento... a paroliere!
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Romanzo FINE DEL MANOSCRITTO di Arpino Michele
Forum Room aperta da Michele
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domenica 9 settembre 2007, ore 12.22.52, Michele scrive:
FINE DEL MANOSCRITTO Arpino Michele Editrice Lampi di Stampa – Collana TuttiAutori Prezzo: 16.60 Euro - ISBN 978-88-488-0610-7 www.michelearpino.com www.lampidistampa.it
Un libro. Il suo autore. Il personaggio principale, Nero, che riesce inspiegabilmente a fuggire dalla prigione delle sue pagine. Porta via con sè l’unica copia del romanzo. Lascia l’autore avvilito, vuoto, sperduto in una realtà della quale non è più padrone. Tutto si trasforma quando non sei più libero, non hai più niente, perdi i piccoli segnali di ciò che ti sta intorno. Nero è cattivo. Un pazzo spietato che non ha scrupoli . Ama far del male. Ama divertirsi a far del male. Ci prova gusto. Una volta appreso il senso della libertà ne approfitta nel più bieco dei modi. Lo scrittore è costretto a subire, a guardar scivolare la propria vita in un abisso di non-ritorno. Impiega circa vent’anni della propria esistenza nel tentativo di riappropriarsi del manoscritto rubato e di quel personaggio che non riesce più a controllare.
Una storia surreale e piena di intrecci, di capovolgimenti di fronte, di realtà che si rincorrono ad un ritmo sfrenato nel tentativo di arrivare illese alla meta delle ultime pagine. Dimensioni che si alternano, scritture che si sovrappongono, personaggi che si mescolano come in una centrifuga distorta. Date e città che diventano elementi di una matematica impazzita, di un ciclo deformato.
Ogni prospettiva è sfasata...
Non ci resta che attendere impazienti l’epilogo della storia. La parola FINE che ci possa salvare da quest’incubo. In un finale a sorpresa che lascerà, anche il più attento dei lettori, a bocca aperta...
Dalla quarta di copertina: “Le cose scompaiono senza che lo vogliamo davvero. Finiscono in piccoli vuoti creati dalla nostra memoria, per il gusto di lasciarci stupiti e privi di immaginazione. Non abbiamo una vera e propria idea di noi fino a quando non cominciamo a perdere i piccoli segnali di ciò che ci sta intorno. E’ un decadimento lento, il nostro, quasi impalpabile, e terribilmente incomprensibile. In realtà non abbiamo una via di fuga, ma solo un punto di contatto tra noi e una via di fuga. Siamo ridotti a vivere di possibilità talmente effimere da non lasciarci il beneficio di sbagliare fino in fondo, ma solo in parte, esteriormente, venendo a malapena sfiorati dal timore della nostra colpevolezza. Ed è così che anche noi, come le cose, scompariamo, senza volerlo davvero…”.
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ciao a tutti, sono carmela e mi sono appena iscritta.a dire il vero non ho mai sentito parlare di arpenet, volevo iscrivermi al concorso cosa mi consigliate?
Forum Room aperta da carmela
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lunedì 21 maggio 2007, ore 13.35.05, Gaspare scrive:
Son dei fighi ;) fidati
Gas
mercoledì 30 maggio 2007, ore 18.24.55, JeanCharles scrive:
Ciao Carmela,
non conosco bene ARPANET neanche io. Tuttavia, a titolo d'esempio (Per ora a me interessa la poesia e, a tale proposito...) mi sono accorto che nonostante mi abbiano scritto che cambiano o aggiungono (non ricordo più) i testi ogni settimana non è cosi... PER NIENTE ! Hanno fatto una vetrina per attirare gente e null'altro temo... stiamo a vedere.
Perciò, non sognare troppo e non fidarti troppo presto. OCCHIO! Jean
venerdì 14 settembre 2007, ore 17.26.24, Annarita scrive:
il concorso comincia il 30 settembre, ecco xk nn siamo usciti...
mercoledì 19 settembre 2007, ore 17.01.41, Moderatore scrive:
Gli estratti dei testi candidati a CONCEPTS saranno on-line dal 30 settembre al 7 novembre 2007 come da regolamento. Durante questo periodo sarà possibile votarli! Se avete dubbi o desiderate ricevere informazioni specifiche non esitate a contattarci scrivendo a redazione@ARPANet.org o telefonando al nostro numero verde 800 090 515
giovedì 20 settembre 2007, ore 16.43.32, Annarita scrive:
Visto? La cosa bella di questa casa editrice (anche se nn superi i concorsi) è k è sempre disponibile (cosa che pochi hanno)
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Wuthering Heights
Forum Room aperta da Rolando
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venerdì 12 gennaio 2007, ore 14.14.42, Rolando scrive:
A Giulia che scrive della sua passione per i romanzi delle sorelle Bronte, e in particolare per "Cime Tempestose", "Wuthering Heights", appunto, suggerisco di consultare il mio blog intitolato proprio al romanzo della Emily. Lì troverà un lungo racconto 'pseudo-autobiografico' di Branwell Bronte, l'infelice fratello di Charlotte, Emily e Anne. Ho respirato (e cercato di trasmettere) per anni l'atmosfera yorkshiriana così mirabilmente descritta in "Wuthering Heights", che ho respirato a pieni polmoni in più occasioni (le Dales, il West Riding, quel gioiello di Haworth, ecc.). Ah! che donne, quelle due apparentemente insignificanti figlie del reverendo Bronte!
venerdì 12 gennaio 2007, ore 14.16.23, Rolando scrive:
A proposito. Il Blog in questione trovasi a www.Biablogando.it
venerdì 12 gennaio 2007, ore 14.17.11, Rolando scrive:
Mi correggo: Diablogando.it
giovedì 25 gennaio 2007, ore 19.29.51, Eloisa scrive:
Com'è l'indirizzo esatto del blog? L'ho cercato, ma non lo trovo...
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presentazioni ufficiali
Forum Room aperta da Maurizio
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martedì 15 agosto 2006, ore 21.21.44, Maurizio scrive:
ciao a tutti, sono un nuovo iscritto. Mi chiamo Maurizio e vivo a Perugia ma sono nativo di Modena.
giovedì 17 agosto 2006, ore 1.07.57, Gaspare scrive:
Sai che per essere ben voluto da tutti ora dovrai comprare tutti i libri pubblicati da ARPANet? sia cartacei che eBook...
Scherzo! (no, non scherzo!) :P
Benvenuto.
sabato 19 agosto 2006, ore 21.06.57, Maurizio scrive:
GULP!...mi toccherà fare un mutuo...qualcosa da consigliarmi per iniziare..?
lunedì 21 agosto 2006, ore 3.27.58, Gaspare scrive:
Ahahah, mi inviti a nozze.
Concepts - Letteratura, per iniziare, ovviamente ;)
martedì 19 settembre 2006, ore 18.23.01, Gabriele scrive:
Mi presento sono VanGab e frequento arpanet fin dai primi televagiti. Ora ne ha fatta di strada e quindi mi sento orgoglioso di aver in qualche modo partecipato con il mio piccolo e umile contributo. Spero, per interesse anche personale, che continui a farsi strada nel difficile mondo della comunicazione, specie letteraria, e che un giorno i suoi libri si trovino diponibili sugli scaffali di tutte le migliorie librerie italiane e (perché no?) estere. Un saluto a tutti.
martedì 19 settembre 2006, ore 19.51.53, Gaspare scrive:
io, però, dico che la distribuzione si può migliorare ;)
venerdì 22 settembre 2006, ore 17.28.14, Annarita scrive:
non esageriamo! Mi presento, sono Annarita età quasi 16 e aspetto 1 risposta ke arriverà il pross mese da ARPANet per sapere se pubblikeranno cm e-book il mio testo storico ( antico egitto ) dopo che ha partecipato ( senza successo ) a concepts letteratura e musica
sabato 23 settembre 2006, ore 20.31.11, Gabriele scrive:
Certo la distribuzione si può sempre migliorare magari affidandosi a una buon canale di distribuozione. ma i costi aumenteranno in maniera esponenziale e una casa editrice come questa non può permetterselo a meno che non riesca a pubblicare anche nomi famosi che fanno cassa e riescano a fare da traino agli esordienti o emergenti che siano. ciao da VanGab
domenica 24 settembre 2006, ore 1.54.06, Gaspare scrive:
Dovrebbe puntare a crearlo un nome famoso, secondo me.
lunedì 25 settembre 2006, ore 16.59.08, Annarita scrive:
dato che l'ARPANet credo viva più degli esordienti che dei grandi prosatori, io credo anche che un'organizzazione che parta dal presupposto che si campi di nuove penne porti alla realizzazione di eventi che facciano pubblicità: attraverso la pubblicità si avvia così il processo di distribuzione, ma penso sia un problema che non ci riguardi ( riguarda solo le case editrici )...Sarebbe più opportuno parlare, per esempio, di come facciano testi inutili oppure con una trama scadente a restare in top ten. Personalmente mi piacerebbe restare agli ultimi posti x almeno 1 paio di secoli piuttosto che stare in top ten per 10 giorni
lunedì 25 settembre 2006, ore 22.36.26, Gaspare scrive:
permetti che una volta che ho venduto i diritti di una mia opera mi interessa e come sapere come li si stanno sfruttando.
lunedì 25 settembre 2006, ore 22.36.49, Gaspare scrive:
*eccome -_-'
venerdì 29 settembre 2006, ore 17.23.36, Annarita scrive:
su qst nn avete ttt i torti xò c'è anke il discorso ke bisogna aspettare. Cosa intendo? Se l'arpanet ci dice: bisogna aspettare ad ottobre prima d sapere se verremo pubblicati o no, beh aspettate 1a d giudicare...
venerdì 29 settembre 2006, ore 20.28.02, Gaspare scrive:
annarita, però, te lo posso chiedere un favore...? non stai scrivendo un sms... ho particolare avversione per le abbreviazioni tipo ttt, o cose del genere, in particolare per l'uso delle k al posto del ch... te lo consiglio in simpatia, perdi il vizio.
lunedì 2 ottobre 2006, ore 16.28.06, Annarita scrive:
Va bene, ma questa è la comunicazione del futuro
lunedì 2 ottobre 2006, ore 20.21.16, Gaspare scrive:
Annarì, ma va va :)
martedì 3 ottobre 2006, ore 17.11.03, Annarita scrive:
ok, ma perchè ( ti piace così?) dobbiamo dare sempre fastidio qui quando arrivo a waxen nemmeno ti degni di rispondermi
martedì 3 ottobre 2006, ore 21.08.21, Gaspare scrive:
mi hai risposto sul post sul terrorismo, come vedi su quel post non ho risposto a nessuno, ho lasciato aperti i commenti senza aprire dibattiti.
Se ti va di fare due chiacchiere sul mio sito, apri una risposta nella pagina forum
(pubblicità: www.waxen.it) :P
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Avanti, fuori i nomi...
Forum Room aperta da Gaspare
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lunedì 24 luglio 2006, ore 18.26.03, Gaspare scrive:
Sù, sù, non siate timidi, chi pensa di fare una capatina con qualcosa di suo per Concepts Arte e Concepts Cinema? alzate simpaticamente le vostre manine.
giovedì 3 agosto 2006, ore 11.22.03, Annarita scrive:
io no,ho 1 po'di cose da fare col concorso dell'UNICEF e il mio libro per bambini. Preferisco aiutarli anche perchè è più complicato trarre ispirazione da una pittura e da una vecchia pellicola.Ovviamente è solo un punto di vista, rimane una grande opportunità per chi comincia. By Annarita
venerdì 4 agosto 2006, ore 21.11.27, Gaspare scrive:
a quanto pare, o sono tutti in vacanza, o nessuno vuole farsi vivo fino all'ultimo, o finirò per ritrovarmi con pochi "contendenti" stavolta...
martedì 31 ottobre 2006, ore 23.11.05, Maurizio scrive:
IO STO CERCANDO DI CAPIRE COME MUOVERMI, STO MUOVENDO I PRIMI PASSI IN RETE E IN QUESTO SITO PER CAPIRE COME PROMUOVERE BENE I MIEI SCRITTI. HO GIA' PARTECIPATO A CONCORSI IN MANIERA MOLTO POSITIVA MA VORREI RIUSCIRE A ROMPERE IL GHIACCIO E PUBBLICARE QUALCOSA, MI SONO DATO UNA SCADENZA. ENTRO FINE 2007 INIZIO 2008 IO PUBBLICHERO' UN LIBRO!
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i problemi di un esordiente alle prime armi
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giovedì 25 maggio 2006, ore 16.19.54, Annarita scrive:
secondo voi cosa si potrebbe fare per aiutare gli esordienti alle prime armi che non hanno la possibilità di un computer per il loro sogno di essere pubblicati?
giovedì 25 maggio 2006, ore 23.03.54, Gaspare scrive:
intendi un aiuto per migliorare la qualità dei lavori o un aiuto per arrivare a farsi pubblicare (non che le due cose siano scollegate, comunque, secondo me, tranne che per rari casi)
venerdì 26 maggio 2006, ore 17.54.49, Annarita scrive:
Non solo per la qualità, intendo proprio le risorse economiche finalizzate alle risorse umane per i giovani, per una loro qualsiasi inclinazione: esordiente nel campo della letteratura è solo un'esempio come ci possono essere mille altre passioni( musica, teatro, ecc) che hanno bisogno di una spinta economica da parte degli enti locali
sabato 27 maggio 2006, ore 3.34.35, Gaspare scrive:
non vorrei fare il bohemienne di turno, ma lasciale perdere le risorse "monetarie", anche perché lo sappiamo poi come vanno a finire... dagli modo di leggere tanto, una volta che puoi leggera tanto, non esiste porta al mondo che non sia possibile da scassinare.
martedì 30 maggio 2006, ore 16.47.28, Annarita scrive:
Su questo sono pienamente d'accordo con te, anche xkè è un'esperienza che ho sulla mia pelle: ad esempio il testo che ho portato al concorso di quest'anno l'ho fatto tutto qui in biblioteca, comunque intendevo il fatto di come la mancanza di strutture incida sulla pubblicazione: io scrivo da parecchio e solo l'anno scorso ho avuto questa opportunità da sfruttare, altrimenti eravamo solo io e la mia Nemesi manoscritta poichè nessuno accetta un manoscritto, ancora meno se è una ragazzina a proporlo.
martedì 30 maggio 2006, ore 20.49.56, Gaspare scrive:
Non sono in una condizione molto diversa dalla tua, l'idea che il 20 giugno potrei essere pubblicato mi stordisce alquanto, ma sta di fatto che uno non può scrivere solo in vista della pubblicazione, deve scrivere e mettere da parte, spesso, in attesa del momento buono. Io ho due raccolte di racconti da parte (una delle due, a momenti, visto il filo conduttore, può essere quasi intesa come un romanzo), ma non le ritengo pronte, le rivedo in continuazione, aggiungo tasselli e poi le le lascio decantare prima della prossima revisione; a tal proposito intendo dire che la scrittura è una cosa che va portata avanti per la creazione prima ancora che per la distribuzione. Potrei dire che Tolstoj ci ha messo 5 anni a scrivere Guerra e Pace. Il primo incentivo che serve e sapere di fare qualcosa di buono, solo poi bisogna dare peso all'idea di mandarlo "in diaspora". So che forse non vado al punto dei tuoi dubbi, ma il mio sentire è questo.
Riguardo ai manoscritti delle ragazzine, ehi, vogliamo proprio farci pubblicare? basta vendere l'anima al diavolo e diventare l'erede di Melissa P., ma insomma, chi vorrebbe davvero cascare in una trappola del genere? richiede troppo impegno nel saltare da un letto all'altro e nello sbagliare con coerenza i congiuntivi.
Abbi fede nei tuoi mezzi, il momento buono per farsi riconoscere i meriti spesso arriva quando non ce lo si aspetta.
mercoledì 31 maggio 2006, ore 16.26.27, Annarita scrive:
NON VOGLIO ESSERE ASSOLUTAMENTE AFFIANCATA A UNA POCO DI BUONO COME QUELLA, è chiaro? Comunque, devi sapere che non tutte le ragazzine sono a questo modo, ci sono anche persone diverse che hanno un'anima e se la sanno difendere attraverso dei valori, anche a 15 anni e che questo non è e non deve essere un fattore discriminante solo perchè una 19enne che non aveva niente di meglio da fare a scritto come essere poco di buono in cinque punti!!
mercoledì 31 maggio 2006, ore 17.54.51, Gaspare scrive:
una volta c'era chi le chiamava "benefattrici", e adesso quasi quasi mi metto a sentire De André
giovedì 1 giugno 2006, ore 15.58.48, Annarita scrive:
Io penso che chi non ha dignità di sè stessa per qualsiasi motivo non può essere altrimenti definita, comunque il grande De Andrè è un personaggio della musica che sa trovare poesia anche dove non c'è
giovedì 1 giugno 2006, ore 16.49.23, Gaspare scrive:
Mica un Tiziano Ferro a casaccio...
lunedì 5 giugno 2006, ore 16.16.38, Annarita scrive:
Tutti cominciano dal basso, anche De Andrè prima che si conoscesse il suo talento
lunedì 5 giugno 2006, ore 21.05.38, Gaspare scrive:
Tiziano Ferro è finito e ancora non lo sa. Anzi, Tiziano Ferro non è mai cominciato.
martedì 6 giugno 2006, ore 10.55.46, Annarita scrive:
Sarà, ma è stato il primo a dire a suo padre che la sua vita era il canto, mentre qualcuno, spesso, si è sottomesso all'autorità del Padre Padrone
martedì 6 giugno 2006, ore 12.12.03, Gaspare scrive:
Magari ha fatto un errore di valutazione... magari la sua vita era qualcos'altro... magari cavia per la L'Oreal
martedì 6 giugno 2006, ore 16.01.21, Annarita scrive:
e magari tutti i ragazzi di questo mondo non hanno diritto di sperare in un futuro perchè hanno già tutto...Non è a questo che vuoi arrivare?
martedì 6 giugno 2006, ore 20.45.50, Gaspare scrive:
in realtà intendevo dire che il personaggio di cui stiamo disquisendo avrebbe potuto scegliere di sfruttare in modo più proficuo le qualità vocali che possiede, invece di puntare a realizzare il sogno di ogni discografico interessato a vendere CD a orde di ragazzine urlanti, in preda alla classica tempesta ormonale adolescenziale. Ma a quanto pare le mie parole danno adito ad interpretazioni.
Fra parentesi, da come mi parli dei "ragazzi" o dei "giovani" inizio a credere che tu ti sia fatta di me l'idea del quarantenne, forse padre di famiglia, impegnato in chissà quale complotto contro la generazione emergente. Sono un ragazzino, io. Magari non differiamo nemmeno granché in quanto ad età. Ad occhio siamo entrambi figli degli anni '80. Magari io dei primi, tu dei secondi.
venerdì 9 giugno 2006, ore 15.58.51, Annarita scrive:
mi dispiace ma appartengo alla decade successiva, poi non pensavo assolutamente questo di te, perdonami se mi sono lasciata un po'andare
venerdì 9 giugno 2006, ore 17.55.19, Gaspare scrive:
Non c'è nulla per cui io debba perdonarti, anzi, lasciarsi andare è la cosa migliore, se vuoi riuscire bene nello scrivere, specie alla tua età. Sei nel periodo sperimentale, troverai il tuo modo di scrivere, col tempo riguarderai indietro e imparerai a migliorarti. Fallo con giudizio e otterrai tutti i risultati che ti sarai saputa guadagnare :) in bocca al lupo.
sabato 10 giugno 2006, ore 11.55.18, Annarita scrive:
Crepi, anche perchè in questo mi sta molto aiutando il mio istituto che, quando ha saputo del mio talento, ha saputo darmi le prossime occasioni dopo il testo che ho proposto al concorso
sabato 10 giugno 2006, ore 17.45.16, Gaspare scrive:
ma sei l'Annarita che ha partecipato alla sezione letteraria con Nemesi o l'Annarita che ha partecipato alla sezione musicale con Riposo?
lunedì 12 giugno 2006, ore 16.39.55, Annarita scrive:
Quella di Nemesi. Sono contenta che tu abbia dato un'occhiata. Qual era il tuo? Dato che era il mio primo concorso ho dato uno sgardo solo alla mia sezione...
lunedì 12 giugno 2006, ore 20.08.23, Gaspare scrive:
Io _sono_ nella tua sezione :) Gaspare Bitetto - Logos Se cerchi in ordine alfabetico, mi trovi in terza pagina.
Per quanto possa lasciarmi perplesso l'idea di farsi ispirare da "Va' dove ti porta il cuore", ritengo ognuno abbia i suoi gusti, magari hai saputo vederci qualcosa che a me è sfuggito. Dice Nietzsche: "I fatti non esistono, esistono solo le interpretazioni". Ad ogni modo, hai un bel periodo: è ritmato e omogeneo, e questo è già un buon punto di partenza. Certo, bisognerebbe leggere l'opera per intero, l'estratto non aiuta granché a dare un giudizio globale, però promette bene.
martedì 13 giugno 2006, ore 11.49.45, Annarita scrive:
Ti ringrazio: ma il sito 20062006 è ancora aperto anche se non si può votare più?
martedì 13 giugno 2006, ore 12.11.45, Annarita scrive:
è meravigliosa, davvero, sono rimasta senza parole davanti ad un'anima così, insomma, cosa vien da dire altro?
martedì 13 giugno 2006, ore 16.07.20, Gaspare scrive:
Sì, il sito è aperto, starei aspettando che pubblichino i risultati delle loro selezioni... ti ringrazio per le belle parole :)
martedì 13 giugno 2006, ore 16.26.45, Annarita scrive:
Volevo avvisarti che non ci potremo sentire per una settimana perchè non potrò venire in biblioteca. Grazie del tempo che hai speso con me
martedì 13 giugno 2006, ore 17.29.42, Gaspare scrive:
ma se mi vuoi sentire fai prima a contattarmi tramite messenger, anche perché mi pare che stiamo intasando il forum.. le info stanno su www.waxen.it... divertiti
giovedì 22 giugno 2006, ore 10.54.53, Annarita scrive:
mi sono iscritta al tuo sito. In quale forum ti devo andare a cercare?
giovedì 22 giugno 2006, ore 17.15.43, Gaspare scrive:
ho visto la tua registrazione, mi fa piacere che tu l'abbia fatta :)
non c'è un forum in cui venirmi a "cercare", il sito è tutto mio, tutto su di me, su quello che faccio, e gestisco tutto io, quindi ovunque tu voglia mettere mano, io me ne accorgerò. Conto di aggiornarlo il prima possibile con le novità sul mio viaggio a milano per la finale del concorso, nel frattempo, felice del tuo ritorno.
domenica 26 novembre 2006, ore 14.41.49, Francesco scrive:
Il meccanismo della casa editrice tradizionale è logico e semplice, potrebbe bussare alla porta della mondadori lo Stoker del secolo senza venir nemmeno valutato. Per quanto esista il premio Urania ed altre attività simili, (per dovere di Cronaca debbo comunque ricordare che per accedere al premio Urania dev'essere inviato un testo di almeno 250 cartelle). La casa editrice (e qui parlo in generale, non di Mondadori, che anzi, rispetto ad altre è estremamente sensibile verso la tematica - Giovani -), legata, giustamente, al profitto, svanirebbe in poco tempo se publicasse tutti coloro che ad essa si propongono. La media/grande casa editrice inizia ad interessarsi ad un "esordiente" quando questo ha già venduto alcune migliaia di copie... Non prima! Dunque le prime pubblicazioni saranno sicuramente a vostre spese, per quanto il vostor lavoro possa essere eccellente. (ovviamente esistone le eccezioni, quando qualcosa si palesa per puramente commerciale, vedi il capolavoro mediatico di Melissa P.). Dunque, ho partecipate a premi letterari prestigiosi, sperando in una vittoria, (la cricca di giudici è severa e difficilmente favorirà un'opera innovativa, come ben sappiamo la critica italiana è legata a preconcetti demagogici e dottrinali per ciò che dev'essere "l'arte dello scrivere") oppure aprite il portafoglio e vi alleggerite di almeno 3000-4000 euro.
E' triste ma è così.
Francesco Terzago.
venerdì 30 marzo 2007, ore 17.15.39, Annarita scrive:
anke a me è capitato, cmq si cerca di tentare sempre e di trovare persone + serie
mercoledì 30 maggio 2007, ore 18.36.54, JeanCharles scrive:
Gentilissima Anna,
Sarà tutto vero, poi son brutti e cattivi tutti con i neo scrittori. Tuttavia, talvolta qualche colpa nostra c'è... Ad esempio, non vorrei che qualche editore ti bocciasse subito dal tuo titolo:
"Esordiente alle prime armi"
...l'effetto è micidiale ;-)
Salutoni, Jean
mercoledì 12 settembre 2007, ore 17.05.57, Annarita scrive:
Guarda non mi vergogno di essere agli inizi...In fondo tutti hanno cominciato...Volevo invitarvi sul mio sito http://pureispiration.web-gratis.net (mi sono iscritta a CONCEPTS Storia e Profumo che comincerà tra poco e ho fatto questo sito anche per farmi conoscere)... é passato molto tempo da quando ho aperto questo forum... Certo, qualche piccola pubblicazione su un giornale locale l'ho fatta, ma non sono una persona che molla facilmente: chi mi conosce bene lo sa
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Frase su cui riflettere
Forum Room aperta da Lorenzo
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domenica 21 maggio 2006, ore 22.27.08, Lorenzo scrive:
Nell'ultimo libro di uno dei miei autori preferiti (Dan Simmons) ho trovato una frase che mi ha piacevolmente colpito. L'arte umana trascende la mano che la plasma. Talvolta anche a me è capitato di pensare che l'arte non abita nel cuore di chi l'ha fatta, ma nel cuore di chi la riceve, e quindi non è mai uguale a sé stessa, muta a seconda di chi ne è influenzato. Per così dire, vive negli interstizi fra una persona ed un'altra, prendendone la forma come un liquido. Quindi nessun uomo potrà mai comprendere l'arte in tutto e per tutto, anche se lui è artefice. Voi cosa ne pensate?
lunedì 22 maggio 2006, ore 17.44.59, Gaspare scrive:
ci ho scritto la premessa ad un mio libro su questa teoria è abbastanza comune, ma è basata su principi filosofici ormai anche un po' datati, ti rimando alla critica della ragion pura di Immanuel Kant
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La degenerazione dell'arte
Forum Room aperta da Gaspare
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martedì 28 marzo 2006, ore 20.08.52, Gaspare scrive:
Mi chiedevo perché ormai il concetto di arte è diventato così anarchico. Sia nella letteratura, che nelle arti grafiche, è diventato impossibile distinguere "oggettivamente" cosa sia arte e cosa non lo sia, chiunque spaccia qualunque cosa per arte, e spesso trova anche chi gli dà corda. Allora io direi, perché non esistono più dei "manifesti"? è troppo scomodo creare delle regole e seguirle? e non venitemi a dire che le regole soffocano l'arte, perché quello che vorrei delineare io è un solco tra la vera produzione artistica e la millantata tale.
venerdì 31 marzo 2006, ore 19.09.29, Fabio scrive:
Francamente ritengo impossibile definire oggettivamente quali opere siano "arte" e quali no. Credo che ciascuno abbia corde sensibili diverse e possa, quindi, "sentire" come artistica un'opera che ad un altro fa semplicemente ribrezzo. Con questo non sono contro l'idea di proporre manifesti, anche se forse è un pò datata.
Con rispetto,
Fabio Novelli.
venerdì 31 marzo 2006, ore 20.27.37, Gaspare scrive:
argomentazioni sull'aggettivo "datato"?
sabato 1 aprile 2006, ore 13.17.53, Fabio scrive:
Semplicemente che l'ultimo manifesto che ho letto -probabilmente per mia ignoranza- è quello del futurismo italiano di Marinetti, a te la caccia della data (1910?) :)
domenica 2 aprile 2006, ore 19.46.10, Gaspare scrive:
però potrei dirti che l'ultimo manifesto che ho letto io è cinematografico, Lars Von Trier, Dogma 95
mercoledì 12 aprile 2006, ore 14.25.06, Mauro scrive:
Un bel casino, mio caro, capire cos'è arte e cosa non lo è. Un manifesto? Identificherebbe sempre un genere, una corrente, un pensiero, insomma un'opinione e un'opnione è appunto spesso la definizione di opera artistica, oggi più di ieri. Allora? Allora facciamo i conti con elite e pop. Dove l'elite può fregiarsi di manifesti, opinabili, e il pop del gradimento delle masse. Tutti e due probabilmente manifestano arte, quel che mio parere non è arte è il sentire autoreferenziale. Certo che non ho risposto, ma ritornando all'incipit, è un bel casino.
giovedì 13 aprile 2006, ore 4.34.44, Gaspare scrive:
però mi piace molto che tu abbia portato avanti un ragionamento lineare e ben argomentato. Ora, riguardo alla questione manifesti, se vogliamo vederli come "teorizzazioni" di varie "opinioni", come le chiami tu, io direi BEN VENGANO! non penso che ci debba essere un solo significato della parola arte, ma che almeno quella che viene chiamata arte segua delle direttive precise. Se una persona, una mattina, per sbaglio fa cadere la TV in salotto e raccogliendo i pezzi, incollandoli assieme col vinavil, pretende di aver fatto un opera d'arte, intendendo di spacciarla per tale, quantomeno mi dia delle buone ragioni (ovvero mi indichi ben chiare le sue direttive artistiche)
sabato 15 aprile 2006, ore 18.42.11, Nicola scrive:
Credo, che la medianicità abbia allargato oltre modo i confini dell'arte, e un mercato di mercenari, che pur di vendere, venderbbero la propria madre ha fatto il resto. L'arte pura, il talento non ha bisogno di questi mezzi per esistere, esiste in quanto tale. Il punto è, che che non esiste nessuna commisione o qualcuno preposto, nazionale o internazionale che ne riconosca il suo valore artistico. ( é una ciofeca o no?) Azzardata come ipotesi...ma al momento non mi viene nient'altro.
sabato 15 aprile 2006, ore 19.03.32, Gaspare scrive:
il senso del "mecenate", in un certo senso, s'è perso, questo è vero. D'altra parte, ti è mai capitato di passare in un museo di arte moderna ultimamente? io sono stato alla Galleria Nazionale di Arte Moderna qui a Roma non più di un mese fa e ti assicuro che c'è esposta roba da strapparsi i capelli dalla rabbia.
venerdì 19 maggio 2006, ore 17.27.29, William scrive:
a me sembra molto sciocco parlare di manifesti e regole. ricorderei il dizionario poetico imposto dall'accademia della crusca nel seicento. ordinavano ai poeti d'utilizzare termini precisi (vecchi di tre secoli), altrimenti non avrebbero potuto chiamare le loro opere 'vere' poesie.
non è difficile definire l'arte. è soggettiva, abbiamo superato il periodo dell'assurdo assolutismo. prendi un fiore. ti offre emozioni? è arte.
l'artista ha solo il compito, con ogni mezzo (dalla pittura, alla poesia, alla musica), di proporre forti emozioni.
vittorio alfieri, parlando del 'forte sentire', aveva già capito.
jane
venerdì 19 maggio 2006, ore 17.59.32, Gaspare scrive:
è un punto di vista interessante, ma potrei risponderti citando woody allen: "qualunque cosa tu faccia, troverai sempre qualcuno disposto a chiamarlo arte". Ora, hai ragione, non bisogna creare dei vincoli "assoluti" che blocchino l'innovazione, ma la mia idea era che l'innovazione avvenisse in modo metodico. Le regole di un manifesto tendono ad essere delle "polaroid", tu non dai dei vincoli, ma fotografi una situazione effettiva e già esistente. Se nessuno ha voglia di fare questa fotografia è perché probabilmente è vittima di un pensiero anarchico sul proprio operato. Posso dire che senza almeno un abbozzo di manifesto, si finisce per essere degli artisti Mastella-Style?
Grazie per il tuo intervento :)
domenica 21 maggio 2006, ore 22.10.40, Lorenzo scrive:
Sono d'accordo con te. E ti dirò quando secondo me è cominciata: con l'enciclopedia settecentesca: fino ad allora lo scibile aveva una struttura, un ordine (ad esempio l'albero delle scienze medioevale) ma l'enciclopedia cosa fa? mette tutto allo stesso livello, ordinando le conoscenza in modo da renderle equipollenti: le mette in ordine alfabetico. una vale l'altra. si badi bene che non sto dicendo che fosse meglio prima, ci mancherebbe altro. l'enciclopedia è stata fondamentale per lo sviluppo culturale europeo, ed io non sono NEANCHE UN PO un sostenitore dei tempi che furono.
Spero di non essere stato frainteso al di là della mia coda di paglia. :)
lunedì 22 maggio 2006, ore 17.49.28, Gaspare scrive:
certo è, però, che il sapere enciclopedico non si basa su un genere, ma sullo scibile... tutto sommato fa quello che ci hanno insegnato a non fare fin dalle scuole elementari, ovvero sommare mele con pere. Potrebbe essere un fattore, in effeti, ma non so quanto influenzante. E' che alla gente piace fare un po' come gli pare, e ormai tutti si credono artisti. Mi ricordo una battuta di "Dead Poets Society", meglio conosciuto come "L'attimo Fuggente", in cui Robin Williams, a spanne, dice:
- "Il linguaggio si è sviluppato per una ragione, quale?" - "Per comunicare?" - "No, per rimorchiare le donne!"
e mi sa che ho detto tutto.
martedì 31 ottobre 2006, ore 23.21.16, Maurizio scrive:
credo che definire l'arte non sia semplice, non è solo il filtro emotivo dell'anima, entra in gioco il contesto politico- esistenziale, molto spesso gli intellettuali partecipano alle rivoluzioni ( fisicamente o moralmente) e questo trasforma l'arte in veicolo di emozioni ma anche di ideali. Infine si può dire che l'aret viene giudicata anche in base l'assenso del popolo dell'epoca in cui si manifesta, se c'è assenso ed è responsabile di nuove emozioni e nuovi ideali allora è arte, un pò come portare i pantoloni a zampa di elefante: se li porti quando sono di moda sei cool, alktrimenti sembri un imbecille.
mercoledì 18 aprile 2007, ore 18.18.09, Gianluca scrive:
uh beh... che cos'è Arte. Per secoli e secoli la filosofia si è interrogata sull'argomento(emulazione della Natura, il gusto del Bello, "Art pour l'Art" e quant'altro si vuole). E certo le cose si complicano parecchio nelle epoche più vicine a noi, per via della più facile accessibilità agli studi, ai mezzi di comunicazione e agli stessi "mezzi utili a produrre arte". Non passa giorno senza che una canzone, un libro, un film venga innalzato come opera d'Arte, come no plus ultra dell'umana creatività. Ho sentito parlare di "Arte come comunicazione", "Arte come amplificatore di emozioni", "Arte come purificazione psicologica". Tutte facili deflagrazioni di concetti che, sì ruotano intorno all'Arte, ma che tuttavia sono lontanissime dall'esaurirla. E non credo nemmeno basti dire: "Arte è qualcosa di soggettivo, che colpisce la sensibilità di una persona e contemporaneamente ripugnarne un'altra" (quante volte ho setito l'aggettivo "artistico" relativo a seire di frasi insensate messe in rima?). Nè l'artisticità di un'opera può essere relativa ad una sua durata spaziale-temporale (ciò che è arte è solo ciò che sopravvive al tempo e allo spazio?). Tanto meno il giudizio di un "addetto ai lavori", il quale in quanto singolo ragiona in relazione al suo status. da dove può giungere dunque l'aristicità dell'Arte? Cosa fa di un semplice blocco di marmo, un'opera d'Arte? Di un rumore, un'opera d'Arte? di un segno grafico, un'opera d'Arte? Ebbene trovo che una risposta definitiva, esaustiva, sia alquanto difficile da dare, tuttavia, forse che il metodo migliore sia quello della "teologia negativa"? Cioè, la possibilità di giungere a dire cosa sia l'Arte, partendo da ciò che essa non è... Non è certo questa la sede per andare più a fondo, la mia tuttavia è solo una semplice opinione...
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Primavera
Forum Room aperta da Valentina
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mercoledì 15 marzo 2006, ore 12.52.40, Valentina scrive:
Il ritorno della bella stsgione, finalmente! Qual è la vostra stagione preferita?
giovedì 16 marzo 2006, ore 18.39.47, Nicola scrive:
Sicuramente l'estate!!!! Ma ci pensate quanto si è leggeri nell'abbigliamento!!! Niente maglioni, niente giacche, niente cappoti, sciarpe, cappelli....e poi gli ormoni che vanno in ebollizione!!!! E' proprio tutta un altra storia!!!!! Ti amooooooooooo estate!!!!!!!!! Ps....... ma, è sempre così scintillante questo forum??????
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Città
Forum Room aperta da Valentina
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venerdì 10 marzo 2006, ore 10.10.07, Valentina scrive:
Qual è la vostra città preferita?
Per me senza dubbio ROMA
venerdì 10 marzo 2006, ore 13.36.25, Carlotta scrive:
Ogni luogo può diventare il nosto favorito a seconda di come sappiamo farci accogliere dalla città che stiamo visitando e che ci ospita. Per me la città più bella è quella in cui posso sentirmi a casa pur essendo lontana dalle mie mura domestiche.
venerdì 10 marzo 2006, ore 22.41.17, Nicola scrive:
Salve, Ogni città ha il suo fascino. Roma la storia, Firenze l'arte, Venezia la bellezza, non ne ho una preferità. Da visitare son belle tutte, per vivere, preferisco la mia campagna!!
venerdì 10 marzo 2006, ore 23.28.28, Gaspare scrive:
a prescindere da qualunque volo pindarico sull'argomento, seccamente, Roma.
sabato 13 maggio 2006, ore 16.52.26, susannah scrive:
Decisamente Milano che, al di là del traffico e dei luoghi comuni sull'inquinamento e lo stress della gente, ha un fascino tutto suo e conserva scorci inaspettati.
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E-BOOK "LE RACCONTERO' SIGNOR LAVECCHIA" (ARPANET 2005)
Forum Room aperta da Matteo
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domenica 5 marzo 2006, ore 21.45.13, Matteo scrive:
CARI AMICI DI ARPANET, volevo comunicarvi una cosa che mi sta molto a cuore: ho di recente pubblicato un e-book, dal titolo "Le racconterò, signor Lavecchia...", edito da arpanet. E' un breve racconto dalle tinte giallo-surreali, e stiamo cercando qualcuno che sia disposto a riadattarlo (di concerto con me) in sceneggiatura per farci o un "corto" o un copione teatrale. L'e-book è acquistabile a 2,5 euro al link: http://www.arpabook.com/catalogo.asp?IDCategoria=2&page=8 GRAZIE A TUTTI COLORO CHE SI INTERESSERANNO AL PROGETTO! Se volete, potete contattarmi SEMPRE anche al mio indirizzo email bordigamatteo@hotmail.com !!! UN SALUTONE, MATTEO BORDIGA
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cosa pensate di Dio e del suo amore per noi ? Può l'uomo dimenticandosi di essere creatura sostituirsi al suo Creatore ? L
Forum Room aperta da vittorio luciano
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domenica 26 febbraio 2006, ore 18.13.36, vittorio luciano scrive:
CARA SARA LA MIA DOMANDA ERA PROVOCATORIA ANCH'IO PENSO CHE DIO HA TANTO AMATO IL MONDO DA DARE SUO FIGLIO GESU' CRISTO IN SACRIFICIO PER I NOSTRI PECCATI PER DARCI LA VITA ETERNA. SONO UN NEOCATECUMENO CON 23 ANNI DI CAMMINO E MI FA PIACERE AVERE LETTO LA TESTIMONIANZA DELLA TUA FEDE, TI AUGURO UNA BUONA QUARESIMA PER FARE UNA BUONA PASQUA. LA PACE VITTORIO
venerdì 31 marzo 2006, ore 19.15.22, Fabio scrive:
Sono sconcertato, credevo che il tuo tipo di persone non esistessero piu'... evidentemente mi sbagliavo. Ritengo altresì inutile discutere con qualcuno non in grado di concepire neppure la semplice esistenza di altri punti di vista (evidente nell'affermazione basso-medievale "...il sistema solare è sotto il comando di Dio, per non parlare dei mari, della profondità della terra, della potenza dei venti.")
Con rispetto, ho solo espresso il mio parere (e mio diritto è intervenire in discussioni pubbliche).
Fabio Novelli.
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Perchè nella vita i ragazzi l'hanno sempre vinta? E la fanno sempre franca?
Forum Room aperta da Sara
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lunedì 20 febbraio 2006, ore 13.16.17, Sara scrive:
I ragazzi, come si gira si gira hanno sempre ragione e la fanno sempre franca... Può capitare alcune volte che gliela facciamo pagare, ma alla fine loro non si sentono male più di tanto... perchè quelle deboli e quelle fragili sono sempre le ragazze. Mi chiedo da tanto... perchè??? Se qualcuna ha una risposta...
lunedì 20 febbraio 2006, ore 23.49.47, Nicola scrive:
Ciao Sara, bella domanda! IO credo semplicemente che le ragazze, le donne hanno un animo più gentile, un istinto materno in quanto donne, e le mamme non vincono quasi mai con i figli...
mercoledì 1 marzo 2006, ore 13.27.07, Sonia scrive:
Non credo che sia vero, forse sei ferita, umiliata e chissà che altro, ma la stessa cosa capita anche ai ragazzi, te lo posso garantire. Non farti prendere la mano da chi fa di tutte le erbe un fascio, è il migliore dei consigli che posso darti, non esiste che i ragazzi se la cavano sempre e le ragazze no..... o almeno, esisterà finchè lo farai esistere... non mi sono spiegata scommetto, e scommetto anche che aspetti una risposta che possa medicare le tue ferite, ma l'unica che può darti una risposta... sei tu. Tu che conosci veramente i fatti, che sai come sono andate le cose... se il fatto coinvolge più di una persona, non sarà mai tutta colpa di una sola. Cia e sorridi, spesso, le cose cambiano! Sonya
martedì 7 marzo 2006, ore 11.18.46, Valentina scrive:
Sono convinta che chi in qualche modo ferisce una persona prima o poi riceverà la stessa offesa...è il tempo a giudicare...
venerdì 31 marzo 2006, ore 19.17.01, Fabio scrive:
Mia madre l'ha sempre avuta vinta con me :)
Un salutone e buon proseguimento di discorso!
Fabio
giovedì 13 aprile 2006, ore 10.17.12, Valentina scrive:
:)
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morte
Forum Room aperta da Marta
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giovedì 26 gennaio 2006, ore 10.28.35, Marta scrive:
Vorrei che chiunque abbia almeno una volta provato il senso della morte, in qualsiasi modo, mi scrivesse il suo sentire. Ho ventuno anni... vorrei non sentirmi l'unica...
lunedì 30 gennaio 2006, ore 0.08.55, Gaspare scrive:
XIV
I fluidi avvenimenti passan piano fra le mie mani, senza impedimenti. Il pugno non si serra e sono io a non volerlo.
Galleggio avviluppato nella stasi, eppur, col poco fiato che mi resta, mi chiamo in me, e sento ch'é già ora di risvegliarsi.
Legato al mio torpore m'incammino verso confini nuovi e indefiniti. Son come cieco e l'uso dei tentoni non mi soddisfa.
Avanzo stanco, oscillo senza pace, ebbro d'un vino che non volli bere, (il moto é mio temo della stanza!) e così cado.
E il baratro ha per nome Quella Scelta, e perdo i sensi dentro a un gorgo nero. Il ricordar di come usar le ali mi basterebbe.
lunedì 30 gennaio 2006, ore 0.17.39, Nicola scrive:
Il senso della morte lo si avverte quando al mondo non si ha più niente da dire. ma a 21 anni quante cose si hanno ancora da dire! Coraggio mia piccola amica, alza la testa, guarda in faccia la vita. e alza il passo, lesto e sicuro.
mercoledì 1 febbraio 2006, ore 21.10.59, Marta scrive:
grazie Gaspare per i tuoi versi grazie Nicola per le tue parole. Non avete perduto nessuno? Non ci pensate mai al non esserci più? Se accade...come reagite? Vi prego, rispondetemi...
mercoledì 1 febbraio 2006, ore 22.00.02, Gaspare scrive:
tutti abbiamo perso qualcuno, prima o poi, e tutti ci interroghiamo sul non esserci più, almeno una volta nella vita, perché rientra nella parte più pura della natura umana. Quando si tratta della morte di qualcuno il dolore, il lutto, è qualcosa di legato non tanto alla fine della vita dell'altra persona, quanto alla continuazione della nostra senza un pezzo che abbiamo sempre considerato come presente. Sostanzialmente tendiamo ad identificare la vita quasi come un quadro e non ci sembra più lo stesso quadro con un personaggio in meno. Ogni volta che torno al paesino dove sono nato, ormai non più di una volta all'anno, e trovo facce nuove nei posti che normalmente erano di altre, mi stranisco un po'. C'è da dire, però, che nella nostra esperienza di vita, prima di andar via, quel personaggio che ci ha accompagnati, ci ha anche lasciato qualcosa: frasi, pensieri, emozioni, insegnamenti... e quando in noi ritornano le cose che ci ha lasciato, non gli stiamo forse dando una sorta di "vita eterna"? Riguardo alla "nostra" fine.. beh... non siamo fatti per durare, e questo è l'incentivo più grosso che abbiamo per ricordarci che la vita va vissuta e vissuta bene. Ricordo un "andai nei boschi perché volevo vivere in saggezza e in profondità, per succhiare il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non è vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto". lo diceva Robin Williams ne "l'attimo fuggente", credo sia una frase di Frost.... bella eh? fanne tesoro.
domenica 19 febbraio 2006, ore 21.45.07, Nicola scrive:
Carissima marta, La morte non fa piacere nessuno, la si subisce! Uno stupido luogo comune in queste circostanze è: La vita continua! Eppure è davvero così! Ho perso mia moglie due anni fà. Aveva 44 anni, ed ho una figlia di 16 anni. A distanza di 2 anni e poco più la nebbia che mi aveva avvolto si sta dissolvendo. E' stata dura, è dura, ma la vita continua per mia figlia per me. Per tutto quello che ancora ho di caro.Marta! La vita è un dono, il più importante! Vivila, senza pensieri nefasti. Ci sono tanti traguardi davanti a te! Non puoi permetterti di pensare che non ci si possa arrivare. Ciao che ogni lupo crepi al tuo passaggio! Un grande abbraccio! Nicola
mercoledì 22 febbraio 2006, ore 15.51.19, vittorio luciano scrive:
LA MORTE E' UNA NUOVA VITA E' LA TRASFORMAZIONE DELLA VITA MATERIALE NELLA VITA SPIRITUALE CREDERE A QUESTA VERITA' DELLA FEDE CI AIUTA A PERCEPIRE LA COMUNIONE CON COLORO CHE CI HANNO PRECEDUTO
sabato 25 febbraio 2006, ore 0.36.42, Nicola scrive:
Ciao Vittorio, non credo ad un altra vita. Credo nell'esistenza di Gesù in quanto storia.Non credo In Gesù figlio di Dio, CREDO IN UOMO DI GRANDE CARISMA, CHE COMUNQUE HA CREATO LE MIGLIORI REGOLE PER UN CONVIVERE CIVILE!!!! Ogni cosa che muore, animata e non, quando muore finice il suo corso. Sarebbe bello una seconda opportunità seppure spirituale.
domenica 26 febbraio 2006, ore 15.53.49, Sara scrive:
caro Nicola che brutto pensiero hai pensi che la vita si limita a questi 80-90anni sulla terra e tutto finisce li. Non è così Gesù è morto ma è anche risorto ed è alla destra del Padre e sta dando anche a te un'altra possibilità: quella di una vita eterna, dove non ci sarà più nè il pianto nè il dolore ma gioia e pace e amore eterno. Gesù non è venuto per impartirci delle buone regole per una civile convivenza ma per dirci anzitutto che lui è DIO e per insegnarci due cose fondamentali: la prima ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente e la seconda ama il tuo prossimo come te stesso ma non per la semplice convivenza ma per poter un giorno, alla fine del cammino cristiano ottenere una bella eredità cioè quella di regnare con Gesù per l'eternità. Vai a Gesù accettalo con tutto il cuore perchè lui ti sta aspettando, egli ti ama al punto di donare la sua giovane vita per te. Il Signore ti benedica
domenica 26 febbraio 2006, ore 18.40.02, vittorio luciano scrive:
CARO NICOLA TUTTO FINISCE E TUTTO COMINCIA IN CRISTO GESU' CHE CI HA AMATI TANTO DA DARE LA SUA VITA PER NOI PER RISCATTARCI DALLA SCHIAVITU' DEL PECCATO FACENDO LA VOLONTA DEL PADRE IMMOLANDOSI PER NOI PERCHE' DALLA MORTE PASSASSIMO ALLA VITA QUESTA E' LA PASQUA E LA COSA PIU' BELLA E CHE DIO CI AMA COSI' COME SIAMO MALVAGI E PECCATORI ED E' QUESTA NOTIZIA CHE CAMBIA LA VITA AGLI UOMINI. VITTORIO
domenica 26 febbraio 2006, ore 21.26.20, Nicola scrive:
Carissimi, Fate bene a credere in una altra vita, è giusto che sia così, quando l'amore viene dal profondo del cuore. Io dico, meno male che ci sono persone come voi e come tante altre che hanno questo profondo credo, e capacita di insegnamento. Gesu Cristo per me è il vero e primo uomo che ha saputo parlare d'amore con parole semplici. L'idea del cristianesimo, la filosofia del Cristianesimo e l'unico grande insegnamento d'amore e di comportamento che mai sia stato pronunciato da qualcuno. Io non so come è nato il mondo, ma non credo neanche che ci sia un essere che abbia questa capacità di creare qualcosa come l'univeso come i mondi che si espandono all'infinito.Non me ne volete. Io rispetto tutti e amo le persone con lo stesso calore e con la stessa dedizione che il cristianesimo insegna.
martedì 7 marzo 2006, ore 11.20.21, Valentina scrive:
belli questi pensieri:)
venerdì 17 marzo 2006, ore 10.25.10, Sara scrive:
caro Nicola, quando guardi il tuo cellulare, il tuo orologio sai che c'è qualcuno nel mondo anche se non l'hai mai conosciuto, non l'hai mai nemmeno visto ma quel qualcuno ha creato quel cellulare, quell'orologio. E questo si potrebbe dire all'infinito per ogni singola cosa che tu usi, per ogni cosa creata c'è un creatore. Quando ammiri l'immensità del cielo, la bellezza della luna, lo splendore del sole, la grandezza del mare devi porti la domanda ma tutto ciò si può mai essere creato da solo?
NO, c'è un Creatore, cioè DIO: Semmai un giorno vorrai cercare la verità, apri la Bibbia, e se cercherai con umiltà in piena apertura troverai la verità
sabato 18 marzo 2006, ore 19.21.58, Nicola scrive:
Ciao Sara, Sei una persona molto devota e per questo ti invidio! La fede concepita senza odio, sicuramente aiuta il prossimo. Vorrei avere questa tuo profondo credo, ma quello che accade tutti igiorni nel mondo, e cioè, la sofferenza, la morte, procurata dalla mano dell'uomo senza guardare ne età ne sesso, mi porta a pormi la domanda: Dio dove sei??? come puoi permettere queste atrocità?????? La risposta è una sola, almeno da parte mia, che Dio non c'è!!! Se anche dovessi supporre che ci possa essere, dovrei a malincuore dire, che comunque non sarebbe il mio Dio se permette una simile sofferenza! Non mi ritengo Blasfemo, in quanto non credente. La Bibbia cara Sara, è stata scritta dalla mano dell'uomo, ho letto molto, e continuo a leggere, ma qualsiasi cosa io possa leggere, è sempre qualcosa che ha creato l'uomo! Ciao. Nicola
domenica 19 marzo 2006, ore 12.59.20, David scrive:
...Non scherziamo... Dio, è possibile trovarlo ovunque, non solo nella bibbia. ciao
lunedì 20 marzo 2006, ore 10.20.57, Sara scrive:
Cia Nicola è vero la Bibbia è stata scritta da uomini, ma sotto l'ispirazione divina, e se vai a investigarla è l'unico fondamento non solo per noi cristiani. Dio ha creato l'uomo e gli ha anche dato il libero arbitrio (ma penso che questo tu lo sappia) Dio non fa violenza a nessuno. Dio ama ma non può vedere il peccato. Come hai detto tu la distruzione e il male viene compiuto dall'uomo, dalla sua malvagità, in quanto dopo aver disubbidito ai comandi divini ha fatto entrare il peccato nel mondo e da questo ne deriva tutta la malvagità a cui noi assistiamo giorno per giorno. Fra poco Egli ritornerà sulla terra, come 2000 anni fa ma questa volta verrà per giudicare il mondo, Egli sta aspettando con infinita pazienza e longanimità, perchè vuole che gli uomini si ravvedino e tornino a Lui, Dio non si compiace quando l'empio e il peccatore muoiono. Lui ti sta cercando, Lui sa che hai sofferto, e che stai soffrendo ancora, e ti dice che Lui ti ama ed è solo Lui che ti può dare la pace, la vera pace, la quiete, la serenità, non quella che ti può dare il mondo con cose effimere e passeggere. Prova! Dio ti invita! ciao
lunedì 20 marzo 2006, ore 22.57.51, Nicola scrive:
Ciao Sara, Sei una persona piena d'amore! Grazie per le tue parole! Non cerco Dio, Non sento questo bisogno di spiritualità. Fa bene l'uomo ad avere creato questa immagine di Dio anche se fine a se stesso! Aiuta l'amore, da vigore alla speranza, aiuta a superare le malattie. Ho accettato la morte in quanto è parte di noi, di ogni essere che vive. E' un ciclo che si apre con una nascita e si chiude con la morte.L'argomento Dio, provenienza, il mondo, perchè, dove,come, quando, é antico quanto l'uomo e nessuno ha la verità di questo. Lasciamo a ognuno di noi di vivere la propria spiritualità serenamente. Non è una disputa tra me e te, Non avrei niente da disputare. Siamo, due diversi pensieri che convergono per strade diverse agli stessi ideali. Se vuoi, se hai piacere si può tentare di raccontare le proprie esperienze, per metterle al servizio di chi sta vivendo o ha vissuto delle storie parallele, se può servire di aiuto di conforto o altro. Ciao Nicola
martedì 21 marzo 2006, ore 11.42.32, Sara scrive:
ciao Nicola, Non è l'uomo che ha creato l'immagine di Dio, ma è Dio che ha creato l'uomo e vi ha messo nell'anima e nello spirito un desiderio e un vuoto a forma di Dio. Nessuna contesa, a noi uomini spetta il compito di seminare, ma quello che fa nascere e germogliare è Dio. Se avrai bisogno di una parola o soltanto di una persona che ti ascolti io sono qui. ciao
mercoledì 22 marzo 2006, ore 13.40.23, damiano scrive:
Non è l'uomo che ha creato l'immagine di Dio, ma è Dio che ha creato l'uomo e vi ha messo nell'anima e nello spirito un desiderio e un vuoto a forma di Dio. Nessuna contesa, a noi uomini spetta il compito di seminare, ma quello che fa nascere e germogliare è Dio.
...AMEEEN.
giovedì 23 marzo 2006, ore 22.35.39, Nicola scrive:
Ciao Sara, Io credo di essere stato chiaro. Non ho bisogno di un Dio, e ho messo a disposizione di che me lo chiedesse, le mie esperienze di vita per far sentire meno sole le persone che stanno vivendo un periodo doloroso della loro esistenza. Non è un bene essere ostinatamente convinti di una fede religiosa. Guarda il medio oriente dove affluiscono molteplici radici religiose. E' un paese che sanguina sempre!!! Per Chi? per cosa? La vera fede la dobbiamo trovare dentro di noi!!! Ed è il rispetto, l'amore che bisogna provare per ogni essere, senza un Dio con la mannaia in mano pronto a decapitarti....se non gli rendi onore. e non parlarmi del confessionale...per lavarci dai peccati..... cerco di essere meno ipocrita possibile!!! Ciao. Nicola
venerdì 31 marzo 2006, ore 19.29.50, Fabio scrive:
Anche io ho 21 anni (anzi, sto barando... 22 da una settimana! :) ) ed un pò ti capisco. Con la morte bisogna fare i conti. E' tutta intorno a noi anche se la nostra società non le da, a mio avviso, molto rilievo... e non potrebbe fare altrimenti: la morte porta con sé domande insolubili, le care vecchie domande esistenziali. Ciascuno risponde come ritiene. Qualcuno lo fa scaricando tutti i pesanti punti interrogativi sul groppone di chi non può opporsi in quanto non oggettivamente presente: Dio. Io credo che non ci sia nulla da temere: quanti sono morti prima di noi e quanti morranno dopo? E' la nostra stessa vita che porta con se la morte, e la morte porta con se vita: senza l'esistenza della morte come potremmo essere vivi? Senza l'esistenza della vita come potremmo morire? Sono poi profondamente materialista: non credo nell'esistenza dell'anima né di qualsiasi cosa non scientificamente provata. Materia eravamo prima di nascere, materia che poi si è organizzata per evoluzione in vita, stato ordinato che si disordinerà portanto la morte. Nulla si crea, nulla si distrugge: tutto si trasforma. Siamo stati, siamo e saremo: siamo eterni, fino all'eventuale fine del tempo... e poi chissà... forse si ricomincia.
Scusa se sono stato confusionario, ma è piu' o meno quello che ho in mente :)
Un caro abbraccio
Fabio
mercoledì 5 aprile 2006, ore 23.30.12, Nicola scrive:
Ciao Marta, hai aperto questo forum e vedi quanti interrogativi, quanti pensieri si sono manifestetati.Probabilmente non immaginavi tutti questi interventi. Tu chiedi se a qualcuno è morto una persona cara, aver provato il senso della morte. In questi giorni credo che hai avuto modo di vedere di sentire cosa è successo e come la morte si può manifestare in un modo inimmaginabile.Sono profondamente scosso come credo la maggior parte degli italiani per IL PICCOLO TOMMY. In questi momenti mi vergogno di essere uomo, e non solo avverto il senso della morte, e la sofferenza di chi ne è colpito, ma mi monta su una rabbia di impotenza. Cosa non si farebbe per portare indietro il tempo??? Una domanda per chi vuole dare una risposta...Ma tanta ferocia da dove deriva?
domenica 9 aprile 2006, ore 0.28.33, Mauro scrive:
La morte la la più semplice delle cose che ci propone la vita. e anche la più facile: chiudere i conti e andarsene, magari senza pagare. tanto ... nessuno verrà a reclamare i crediti lasciati in sospeso. quel che si concepisce della morte rimane invece avvinghato a chi accetto di rimanere in vita, accettando felicità, episodi brevi, e duri da guadagnare, successi, rari e sudati, fallimenti, facili da ottenere e difficile da gestire. Il fascino della morte ho l'impressione che risieda nella facilità con cui si indulge alla semplificazione delle soluzioni di questioni complesse. quel che voglio dire è che ..... dobbiamo, parlo per me soprattutto, sperando che possa sewrvire anche ad altri, abituarci ad accettare le maledette sofferenze come connaturate alla vita e considerare la morte come la resa: o della psiche o del corpo ciu non più soccorre l'energia per prendere a calci le sconfitte. Mavret
venerdì 21 aprile 2006, ore 12.59.56, Damiano scrive:
E' mai possibile che in un modo o nell'altro si debba per forza mostrare di essere il più possibile patetici?! Scontati! Servi delle idee altrui! Della notizia! Possibile che risulti così complicato capire che il vero dolore è quello che matura ben stretto dentro, e non assolutamente mostrandolo a caratteri grandi, in stampatello o sbandierato in gruppi che presto si disperderanno evitando il prossimo? Ci sto pensando... Tutta questa falsa pietà fa ridere e vomitare allo stesso tempo.... E il mondo può farne benissimo a meno. Anzi si starà augurando che presto sparisca. che muoia finalmente!
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...ma la vita è veramente così bella?
Forum Room aperta da Nicola
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martedì 3 gennaio 2006, ore 19.49.18, Nicola scrive:
Avete mai provato a fare un bilancio della vostra vita? Avete mai provato a mettere su una bilancia i momenti belli e quelli meno belli? Avete mai provato a pensare che quello che ci fa apprezzare la vita nei momenti più dolorosi è la paura della morte? Io personalmente giunco alla conclusione per la mia esperienza...che la vita non è poi così bella!!!
martedì 3 gennaio 2006, ore 19.53.28, Nicola scrive:
Devo aggiungere, che nel precedente intervento ho scritto "giunco". Errore di digitazione!!! ( GIUNGO) è la dicitura esatta!
giovedì 19 gennaio 2006, ore 7.50.02, Antonio scrive:
Caro Nicola la vita sarebbe bella se solo qualcuno fosse in grado di viverla in modo tale, invece, il più delle volte la nostra educazione, a partire dai primi vagiti, è improntata a vivere secondo pregiudizi e desideri altrui. Ovviamente spesso coloro che impongono ciò sono persone che sono già approdate nei loro fallimenti. Come uscirne, non lo so. Mi consola sapere che ogni tanto a qualcuno riesce e credimi io non sono stato tra questi fortunati e per questo motivo ho avuto quasi il terrore di generare altra vita.
domenica 22 gennaio 2006, ore 19.39.07, Nicola scrive:
Ciao Antonia,é vero quelle che dici. Già il fatto di nascere, di per se, è il primo trauma, aggiungi a quest tutte le brutture che vengono da fallimenti o dalla quotidianità, la vita diventa un bel punto di domanda. E come se non bastasse aggiungi le varie forme di sfiga malattie ,incontri, incidenti e altro. Ti sembro uno iettatore? Non lo sono affato!!! bisogna fare i conti con alcune realtà. Sono comunque dell'avviso che la vita va vissuta, dal momento in cui si viene al mondo è un diritto!!!!!!!! Un diritto che nessuno può negare! La natura si ripete in ogni sua forma! Sai anche io ho messo al mondo una figlia tra mille difficoltà e con mille paure.....ma l'ho fatto!!! é bello esserci per lei!!!Ciao nicola
martedì 7 marzo 2006, ore 11.19.48, Valentina scrive:
non c'è nessun motivo perchè la vita debba essere bella... l vita è quello che è...e basta
lunedì 13 marzo 2006, ore 10.52.22, Annalisa scrive:
E' per questo che ho deciso di non avere figli. Non ne vale veramente la pena. Sono più i rischi che i piaceri e poi, se uno non nasce, non ha bisogno di piaceri. Quindi in fondo generare altra vita non ha senso. E' ovvio che noi, che siamo già nati, non possiamo farci niente e dobbiamo vivere il più intensamente possibile scordandoci ogni filosofia e tutti i sensi di colpa indotti dalla società. Ma senti da che pulpito viene la predica...
domenica 19 marzo 2006, ore 0.16.51, Nicola scrive:
Ciao, cara Annalisa, la mia era sola una riflessione sulla qualità della vita, e con annesse malattie e sfighe di varia tipologia. Ci sono momenti belli e irripetibili che restano nella nostra memoria e ci aiutano a bilanciare i momenti negativi. Io ho parlato di AMORE comunque e in qualsiasi circostanza!!!!!! Tu di cosa hai parlato????
venerdì 27 ottobre 2006, ore 10.31.19, Eleonora scrive:
Lo faccio tutti i giorni ad essere sincera ed inizio a credere di crearmi dei problemi. Pensare continuamente ed essere lucidi è un conto, far girare il cervello ininterrottamente con sfondo costantemente emotivo fa stare male.
fare un bilancio della propria vita vuol dire decidere di avere consapevolezza di sè o quantomeno una idea di chi si è.
Cosa non semplice, ma necessaria se non si vuole finire nel calderone dei subumani.
venerdì 24 novembre 2006, ore 8.29.02, Sonia scrive:
Cosa si intende per bella? Per me vuol dire che la vivo...indipendentemente dalla salute, dal denaro, dalla posizione sociale...ovvio che chi non ha cibo per sfamarsi avrà desideri diversi da chi ce l'ha... e magari anela ad altro... ha ha...dopo tutti i calci sui denti che ho ricevuto, direi che la vita è bella...perchè "è"! Se così non fosse non ci sarebbe vita...e vero, non posso andare a dirlo a quelli che sono in guerra, quelli che sono malati, o quelli che sono demotivati, ma poichè credo che la domanda non fosse oggettiva, ma soggettiva...ebbene si, la vita è bella e vale comunque la pena di viverla...certo se sopravvivi, non è il caso, ma dal momento che "vivere" o "sopravvivere" dipende da me e non dagli altri che mi possono rendere la vita più o meno difficile...solo da me...e se parto dal presupposto che non ci sia alcuna via d'uscita dal "brutto" della vita...non ha senso vivere, dunque perchè dovrei soffocare anche per gli altri la speranza di poter avere una bella vita? Ciao Nicola, la tua era una domanda molto sensata...spero che la mia opinabile opinione non ti offenda.
venerdì 21 marzo 2008, ore 9.53.49, Massimiliano scrive:
La tragedia di ognuno è la ragione. Più ne hai, più sei colto, più sarai portato a porti domande comportamentali, motivazionali, esistenziali. Più si è ignoranti e migliore e' la qualità della vita, perchè si riesce a vivere alla giornata senza farsi troppi problemi. Ci sono persone che guardano il telegiornale aspettando le notizie sportive senza sapere dove si trovi alcuno dei luoghi citati in cui cadono bombe o muoiono bambini, eppure vive meglio di chi ogni giorno si costruisce un obiettivo, spera nel meglio, ha una coscenza legata alla propria responsabilità.
No, hai ragione: la vita non e' così bella. Aggiungerei non è così bella dal momento che pensiamo. L'intelletto è la nostra tragedia, l'intelligenza la nostra presunzione.
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Musica
Forum Room aperta da Valentina
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lunedì 7 novembre 2005, ore 10.32.11, Valentina scrive:
Per me la musica è forse la cosa più importante, dopo la letteratura! Per voi?
venerdì 18 novembre 2005, ore 20.42.50, Alessandro scrive:
Per me la musica é l'espressione piu' alta e complessa. che mai comprenderemo.
mercoledì 11 gennaio 2006, ore 9.51.35, Roberta scrive:
...per me la musica atmosfera ed emozione...una cassa armonica che amplifica ogni mio stato d'animo!
lunedì 20 febbraio 2006, ore 13.12.55, Sara scrive:
La musica è la cosa più bella che conosciamo.... sin dai tempi antichi è una rivelazione di gioia, tristezza, dolori, emozioni e di felicità. Nella musica si rispecchiano i sentimenti e le emozoni, sullo spartito si rispecchia l'anima!
mercoledì 8 marzo 2006, ore 12.05.12, Valentina scrive:
ultimo cd comprato: Jarhead ost
sabato 13 maggio 2006, ore 16.54.00, susannah scrive:
qualcuni ha mai sentito un musicista di classica contemporanea che si chiama mazim mrivika? Sapreste dirmi dove trovare qualche suo CD?
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secondo voi sarebbe ora che il mondo stimasse come primario, il fattore ambientale?
Forum Room aperta da agostino
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giovedì 3 novembre 2005, ore 11.39.16, Valentina scrive:
i sarebbe davvero ora. Del resto nell'egoismo imperante non c'è spazio per le persone interessate ad un futuro in cui magari non ci saranno. Mi auguro che presto ci sia un presa di coscienza su questo
sabato 27 maggio 2006, ore 3.38.40, Gaspare scrive:
la natura, per corso naturale delle cose, è destinata a soccombere. Odio la gente che dice che esiste un ordine naturale delle cose e che l'uomo lo sta alterando... l'uomo è parte della natura, l'uomo vive secondo la sua natura, l'uomo distrugge la natura. Se ci estingueremo, se verrà un asteroide, se il buco nell'ozono diventerà grande quando quello nelle tasche di un barbone, beh, è tutta natura, niente di cui stupirsi. Non esiste nessun "problema" ambientale
venerdì 27 aprile 2007, ore 0.22.47, patrizia scrive:
certo che si, rispettare l'ambiente vuol dire rispettare la vita e sè stessi. di conseguenza la situazione migliorerebbe di sicuro. se tutti riscoprissero la coscienza "sociale " si vivrebbe tutti meglio....
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Passioni
Forum Room aperta da Vanilla
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giovedì 22 settembre 2005, ore 17.13.56, Vanilla scrive:
Credo che ognuno di noi abbia una passione, un hobby, un'attività che lo coinvolge da sempre o da poco, ma che significa molto indipendentemente dagli anni che ci legano ad esso.
Parlo di musica, sport, arte, creatività in generale.
Io sono appassionata di fotografia, contesti urbanistici e industriali sono i miei favoriti.
Qualcuno condivide?
In caso contrario cosa amate fare?
venerdì 23 settembre 2005, ore 18.04.52, Filippo scrive:
Io sono appassionato di fotografia erotica. Ma quella di Hamilton, hai presente? Foto soft-core, patinate, nudi mai offensivi o volgari, ma velati di un'innocenza quasi sovrannaturale, come a rappresentare angeli provenienti da un'altra dimensione.
sabato 24 settembre 2005, ore 23.57.17, Antonio scrive:
Amo la fotografia ma ho il tempo necessario per farne un hobby. Amo invece disegnare, prevalentemente soggetti umani
lunedì 26 settembre 2005, ore 15.47.49, Giada scrive:
Una cosa a cui non rinuncerei mai è la musica. Qualcuno di voi suona uno strumento o ha un gruppo?
martedì 27 settembre 2005, ore 15.07.14, Matteo scrive:
www.subculture.it
world - life - corner
Il proggetto subculture.it: World | life | corner Angoli di mondo che si incontrano in un altro angolo di mondo.
Con Subculture.it vogliamo rendere le subculture visibili, subcultura intesa come insieme di valori, di stili di vita, di forme artistice e di comunicazione differenziate dalle culture dominanti.
L' originalità, la molteplicità delle forme e delle percezioni di un mondo nuovo è la nostra forza, le controculture, l'arte e l'informazione i nostri strumenti, l'evoluzione dell' essere il nostro obiettivo. Fobik
La missione di Subculture.it - Dare più voce agli artisti e alle loro pautoproduzioni: Tramite la pubblicazione aperta delle vostre opere subculture.it mira a renderle visibili sul web come vetrina e come scambio di ispirazioni creative e confronto costruttivo. La pubblicazione è gratuita e semplice basta inviarci una mail e vi verrà fornito l'indirizzo per inviare il vostro materiale che sarà successivamente pubblicato insieme, a vostra dicrezione, al vostro contatto personale.
- Dare più voce ai movimenti emergenti: Sono bene accette tutte le nuove crew o team che hanno un progetto culturale o artistico e che vogliono esporlo al pubblico on line.
- Creare una comunità indipendente di interscambio culturale: Tutti gli utenti possono in modo autonomo esprimere il proprio pensiero e confrontarsi con altri utenti (civilmente), comunicare eventi di qualsiasi tipo, promuovere iniziative, promuovere campagne culturali ed artistiche.
- Fare informazione e controcultura: attraverso la pubblicazione di articoli e topic Subculture.it mira a dare una visone più completa dell'informazione e a fare controinformazione quando necessaria.
- Rendere le subculture visibili: rendere visibili al mondo tutti i valori e gli stili di vita differenziati dalle culture dominanti.
- Intrattenimento: Attraverso le tante sezioni del sito, forum-chat-musica-ecc..., fornire all'utente un mezzo di intrattenimento e di informazione.
- Ampliare la nostra crew: Subculture.it accoglie utenti creativi per farli entrare nella propria crew con le proprie proposte e con le mansioni scelte da loro stessi.
martedì 11 aprile 2006, ore 16.19.40, Annarita scrive:
Io amo scrivere. Prima non avevo la possibilità di farlo, perchè non ho i mezzi per permettermi un computer. Poi il comune ha aperto la sala mediateca nella biblioteca e vi scrivo da lì. Partecipo al concorso arpanet di quest'anno, sento di essere vicina alla mèta dopo tutto quello che ho passato, e alla fine... Tutto viene infranto per un pugno di voti e per persone che ti voltano le spalle! Ormai dovrei rassegnarmi, ma non ci riesco. Annarita
mercoledì 30 maggio 2007, ore 18.48.48, JeanCharles scrive:
Cara Annarita,
ma che dici, non puoi scrivere perché non hai un computer!!! Ma che schiochezza è. Basta pensare a quanti millioni di libri sono stati scritti SCRITTI ....a mano!!! molto prima del primo libro "battuto su una tastiera".
Più che altro temo che tu non abbia un gran che da dire oltre al tuo sogno di scrittura....
Il computer non può niente per te, è solo uno strumento (straordinario fin che vuoi) ma null'altro.
Salutoni, Jean
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Blogs
Forum Room aperta da Marco P.
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giovedì 22 settembre 2005, ore 19.32.34, Marco P. scrive:
Apro questa discussione per sapere cosa ne pensate dei Blogs. Invadono ormai il web, ce ne sono a migliaia e sfido a trovare una persona che non ne abbia uno online, frequentando quotidianemente internet. Per quanto mi riguarda non vedo il motivo per cui dovrei raccontare i fatti miei su uno spazio pubblico. In fondo la maggior parte dei blog che ho visitato somigliano di più a uno sfogo continuo sul pc piuttosto che sul vecchio diario dei segreti. Perchè la gente ha questo enorme e insaziabile bisogno di spiegare al mondo cosa prova? A persone che poi restano sconosciute...
lunedì 26 settembre 2005, ore 15.46.19, Giada scrive:
Ciao! Io ho un blog (non chiedetemi di dirvi l'indirizzo, però!) e mi sono chiesta diverse volte perchè curo con tanto amore questa creatura che di mio ha ben poco. Non ho niente da dire di me, ma mi piace raccontare fatti o anddoti di altri, o storie che una persona mi ispira...e così, un esercizio o qualcosa di più:) Tante persone che lo leggono si sono fatte di me un'idea piuttosto strana: una contraddizione vivente!!
giovedì 3 novembre 2005, ore 11.40.29, Valentina scrive:
tonnellate di pagine inutili e noiose: ecco cosa penso dei blog:)
venerdì 18 novembre 2005, ore 20.14.41, DANIELA scrive:
pAGINE WEB NON SOLO NOIOSE, MA IN MOLTI CASI SCRITTE MALE. SONO UNO STRUMENTO PER ESTERNARE IL NARCISISMO CHE ALBERGA UN PO' IN TUTTI NOI. E POI, COSA FONDAMENTALE, E' DI MODA!! SE NON HAI UN BLOG, SEI OUT! NON SO PERCHE', MA A ME LE COSE CHE VANNO "DI MODA" MI DANNO SUI NERVI.
lunedì 5 dicembre 2005, ore 9.03.32, Antonella scrive:
Non capisco perché dobbiate essere così contrari ai blog. Io ne tengo uno eppure non credo che la cosa sia così disdicevole. Tuttavia mi sento di dirvi che il mio non è proprio un diario online. Condivido il fatto che nella maggior parte dei casi i blogs siano superficiali o, per meglio dire, usati per dare aria ai denti o alle parole. Quelli che meritano la lettura sono pochi, forse il mio è annoverato tra quei pochi ma non voglio essere presuntuosa anche perché tutto è soggettivo. Il mio blog più che un diario online, ho appena detto che non lo è, è un mezzo che mi permette visibilità. Visto che mi piace scrivere e non ho opportunità per essere visibile in un altro modo, ho cercato di sfruttare il mezzo blog per darmi visibilità. In questo senso il blog, per me, è un'opportunità. Poi che io non sia in grado di pubblicizzarlo o di attirare lettori, questo purtroppo è un altro grosso mio limite.
salutovi.
venerdì 26 gennaio 2007, ore 17.15.05, Eloisa scrive:
Chi l'ha detto, che su un blog uno debba per forza scrivere i fatti propri? Io ne ho tre e in nessuno parlo di me.
Il primo è infatti un racconto a più mani, scritto a puntate. Il secondo è un "raccoglitore" di segnalazioni di concorsi ed eventi letterari. Il terzo è il "mio" blog, dove pubblico il mio materiale, allo scopo di poterlo condividere con gli amici lontani.
domenica 16 marzo 2008, ore 9.37.49, Michele scrive:
Io intanto vi consiglio il mio blog: www.ilmiocapitano.blogspot.com dove troverete i miei ultimi racconti. Se passate di lì lasciatemi un commento. Vi risponderò quasi in tempo reale. Grazie a tutti voi
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Libri
Forum Room aperta da Giulia
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partecipa |
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venerdì 23 settembre 2005, ore 12.11.03, Giulia scrive:
Avete mai pensato che un libro potesse rappresentarvi più degli altri?
Io mi sento molto legata ai romanzi delle sorelle Bronte, in particolare il famosissimo Cime Tempestose. Può sembrare banale ma l'atmosfera romantico/decadente e tempestosa, come dice il titolo stesso, unito a un amore vissuto al massimo della passionalità rispecchiano il mio animo sentimentale.
sabato 24 settembre 2005, ore 23.59.12, Antonio scrive:
Io invece sono molto legato ad Oceano Mare di Alessandro Baricco; atmosfera sospesa e personaggi fortemente caratterizzati ma mai perfettamente definiti, come il mare in fondo... Rappresenta ciò che ancora può stupire in un mondo dove orma | |