"Il sarto di Panama" è un film che colpisce, specialmente ora, poiché racconta le imperdonabili leggerezze commesse dai servizi segreti anglosassoni durante la propria attività di spionaggio, e in particolare nella selezione di fonti attendibili e la verifica delle informazioni raccolte.
Il film inizia presentandoci la spia britannica Andy Osnard (Pierce Brosnan), la quale, per via della propria irrequietezza in campo coniugale (poligamia), viene trasferito in una regione periferica dello scacchiere mondiale, ricevendo l’incarico di tenere sotto controllo la gestione del Canale di Panama, restituito nel 1999 allo Stato centroamericano, dopo __ anni di affidamento inglese.
Una volta giunto a destinazione, Osnard decide così di reclutare il prestigioso sarto Harry Pendel (Geoffrey Rush), ex-galeotto fuggito nel Nuovo mondo per rifarsi una vita, e che, suo malgrado, avrà il compito di riferire puntualmente ai servizi le confidenze ascoltate dai propri clienti, influenti personaggi politici e figure dell’economia e della società panamense, oltre, addirittura, al Presidente Ernesto Delgado.
Harry Pendel, allora, un po’ per gioco, un po’ per colmare debiti suoi e dei suoi amici, prende a raccontare storie assolutamente inventate su presunti complotti per la svendita del Canale a potenze straniere, fino a richiedere 10 milioni di dollari (poi diventeranno 15) per rifornire di armi l’inesistente falange di sovversione definita Opposizione silenziosa e rovesciare, in questo modo, il governo, secondo gli auspici dell’FBI e dei servizi di Sua Maestà.
Seppure si tratti di fiction, spaventa il rapido precipitare degli eventi, che porterà, nella seconda parte del film, al finanziamento alla cieca di tale fittizio gruppo sovversivo e all’attacco di Panama da parte degli Stati Uniti, per mezzo di unità speciali che bombarderanno dai cieli il territorio.
Quanto possono essere ritenute affidabili le fonti di informazione (troppo spesso individui meschini o incoscienti)?, sembra chiedersi Le Carré, e qual è, d’altra parte, la soglia di incorruttibilità di agenti segreti o funzionari del governo?
Argomenti di grande attualità, ora che l’America, grazie alle indagini condotte dalle agenzie di sicurezza nazionale, e alle informazioni ricavate, si prepara a rispondere con una guerra ai gravi avvenimenti dell’undici settembre, e ad attaccare quegli Stati considerati basi d’appoggio dei terroristi.
Un film, tratto dall’omonimo libro di Le Carré (che l’ha pure sceneggiato e prodotto), in fondo non eccellente nella regia, ma che fa pensare.
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