Se siete preoccupati per la mancanza di idee del cinema italiano, Medley è un film sicuramente ben più foraggiato di esse che di fondi.
Approdato nelle sale cinematografiche italiane nel maggio di quest'anno, se n'era già parlato l'anno scorso in alcuni trafiletti di giornale, etichettandolo come il Blair Witch Project all'italiana, per quanto ben poco abbia in comune Medley con una ostentata ricostruzione di un'avventura reale. Anzi, se qualcosa non si ricerca in questo film è la verosimiglianza - non fosse altro che per i fiumi di sciroppo d'amarena fatti scorrere al posto del sangue; ma è proprio questo, la visione aperta da un inquietante personaggio, che sigla inizio e fine del film e che pare riesumato dal buio umido di una cantina, è uno sguardo che in definitiva non fa altro che registrare la realtà di una situazione allucinata come si trova ad essere quella scolastica. A causa di uno strano scambio di vocali "vita" si è trasformata in "voto" e la più comune regola di sopravvivenza mors tua vita mea è divenuta mors tua voto meo. Alla fine del quadrimestre è guerra aperta tra l'insegnante di filosofia, che con un compito a sorpresa cerca di fregare chiunque gli riesca, e gli studenti e degli studenti fra loro; da qui prosegue la quindicina di episodi di cui è costituito il film, alcuni forse fin banali, ma riscattati da altri momenti di genialità pura: come l'insegnante di letteratura che fa della lettura metrica corale degli allievi l'inno al proprio potere... e potere è la parola chiave del film: la scuola diventata questione di potere esercitato dall'insegnante - si veda la scena di quello che presenta la scala dei voti - sugli allievi alla ricerca di ogni mezzo per sopravvivere e della possibilità di far valere a loro volta il proprio di potere contro l'autorità - insegnanti sciolti col veleno, pestati fino a staccarne la testa. Perché quello che è il luogo in cui si è costretti a passare tanti giorni di tanti anni e che dovrebbe servire alla formazione e all'educazione dei ragazzi, non è altro che il luogo di rivalsa di professori (frustrati?) e dove ai ragazzi importa non tradire le aspettative dei genitori.
Non è presente una trama - a parte il lieve filo conduttore costituito dall'ispettore che vaga per i corridoi - ma il tutto si muove per scene giustapposte, collegate da corse veloci della telecamera e in accordo perfetto con la musica scritta da Andrea Guerra, connubio di immagine e musica questo che non è uno dei meriti minori del film. Se ne avete perso l'uscita nelle sale, non perdetene l'home video o fate un giro per il sito: www.medley.it.
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