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Il gusto degli altri
Il gusto degli altri (Francia, 2001)
Regia di:Agnes Jaoui

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Sapevo che andando a vedere un film francese avrei corso il grave rischio di trovarmi al buio in un cinema, sopraffatto dallo schermo, senza rapide vie d'uscita.
Ma il battage pubblicitario intorno a questa pellicola della giovane regista Agnes Jaoui era stato tale, durante quest'inverno, e così originale, che quando ho notato, in queste sudate sere d'estate, la locandina sulla facciata di un cinema parrocchiale, mi ci sono infilato senza esitare.
Sui manifesti, inoltre, campeggiavano, a grosse lettere, "Commedia dell'anno!" e "Candidato al Premio Oscar 2001 come migliore film straniero".
Per finire, il test psicologico nei volantini in distribuzione mi aveva fatto ritenere che, tutto sommato, non si può schivare tutta la produzione francese, temendo di rimanerne annichiliti durante la proiezione.
Quattro milioni di spettatori d'Oltralpe, non riesco a immaginare quanti italiani l'abbiano visto e apprezzato.
La storia è anche gradevole: ricchissimo industriale del tutto ignorante sposato con terribile arredatrice innamorata solo del suo cane, si invaghisce di una talentuosa attrice di teatro, che frequenta un gruppo di intellettuali, e per starle vicino la assume come insegnante di inglese e inizia a manifestare insano interesse verso cose che prima detestava o ignorava completamente; il teatro, la musica, l'arte contemporanea, infilando una gaffe dietro l'altra in tutte le occasioni in cui si presenta all'attrice o agli amici di lei.
Il tema principale è quindi l'obiettiva difficoltà di varcare il confine della propria cerchia sociale, per arrivare, se possibile - ma è molto complicato -, a mischiare ambienti diversi, ed evitare così l'abitudine, naturale ma limitante, di frequentare sempre lo stesso tipo di persone.
L'intreccio nel film si perde un po', per la lentezza e la malinconia con la quale è condito il tutto.
Se guardando un film tedesco proverete una sensazione di terribile solitudine, per la pressoché totale assenza di una colonna sonora che ne accompagni le scene, la visione di un film francese vi indurrà a un senso di tedio, per la staticità delle riprese, l'eccessiva lunghezza di alcune scene in cui non accade assolutamente nulla, la kafkiana prolissità dei dialoghi.
Una nota positiva va alla storia parallela dell'amore tra Manie, cameriera del bar e amica dell'attrice, e Moreno, la guardia del corpo del ricco industriale: Manie - che è anche regista e sceneggiatrice - è dolce, come dolce e intenso è il rapporto che instaura con Moreno.

Devo rilevare che il film che soddisfa, davvero, il gusto degli altri; purtroppo non il mio.



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