Sino all'ultimo La stanza del figlio è stato circondato da un alone di mistero sulla trama, cosa questa usuale per Moretti, che quando gira non ammette visite sul set e proibisce agli attori di fare anche minime anticipazioni sulla trama. D'altra parte il regista romano ha sempre guardato con sospetto la stampa periodica, dai tempi di Palombella Rossa, in cui il suo alter ego cinematografico Michele Apicella dichiarava: "basta che il tuo nome compaia su un periodico ed è sporcato per sempre", sino al più recente Aprile, dove memorabile rimane la scena del gigantesco collage di riviste "tutte uguali" che formano "un unico grande giornale". Tuttavia qualcosa è trapelato anche attraverso le fittissime maglie della rete morettiana, e fin dall'inizio delle riprese (ottobre 1999) si iniziò a vociferare di un improbabile titolo subito smentito: Giovanni. Da lì in poi è stato un susseguirsi di voci e pettegolezzi più o meno fondati ma mai confermati né smentiti dal regista: lavorazione sospesa, crisi creativa, imminente sfratto dall'appartamento usato per girare gli interni. Addirittura trapelarono alcune indiscrezioni sul soggetto (poco precise però, visto che assegnarono a Orlando e Accorsi il ruolo di medici e non di pazienti), e a quel punto Nanni si vide costretto a divulgare un'agenzia stampa in cui fece sapere che c'era poco di vero. A meno di un mese dall'uscita, arriva ai giornali solo una foto di scena, la stessa destinata alla locandina. Poi il vuoto, fino all'attesa prima: un atteggiamento, questo, decisamente controcorrente rispetto al chiassoso canone di lancio pubblicitario anche della più becera pellicola. Ma "controcorrente" e "Moretti" sono due termini che non è raro trovare appaiati.
LA COLONNA SONORA
Oltre al commento sonoro di Nicola Piovani, due sono le canzoni usate da Moretti per il suo ultimo film: la prima è Insieme a te non ci sto più, cantata in macchina da tutta la famiglia, stonature comprese; il brano è probabilmente un vecchio amore di Moretti, che la utilizzò anche 15 anni fa in Bianca. Autocitazione? Non esattamente, visto che il regista ha candidamente dichiarato di non essersi ricordato del precedente utilizzo al momento della scelta del brano. La canzone proviene dal ricco e caotico calderone della musica italiana anni '60, essendo stata scritta in quegli anni da Paolo Conte per la bella voce di Caterina Caselli. L'altra canzone è straniera, e indubbiamente il suo grado significante nell'economia del film è molto più profondo: è By this river di Brian Eno, estrapolata dall'album Before and after science, lo stesso che il commesso del negozio di dischi (interpretato da Roberto De Francesco) consiglia a Giovanni/Moretti affermando che "è di qualche anno fa"; in realtà è passato ben più di "qualche anno", visto che l'album di Eno uscì nel1977.
PICCOLO UNIVERSO MORETTIANO
La Sacher
"Cioè: lei non ha mai assaggiato la Sacher torte?!... Vabbe', continuiamo così, facciamoci del male" La torta Sacher è per Nanni molto più di un concentrato di calorie e voluttà culinaria (è anche questo), la Sacher è quasi una colonna portante del sistema filosofico morettiano-chi non mangia la Sacher è per Moretti irrimediabilmente perduto, escluso, quasi nemico.
Il cinema
Ovviamente. Moretti è proprietario della società di produzione Sacher Film. Sempre dedicata alla torta viennese è la sala cinematografica di largo Ascianghi, il Cinema Nuovo Sacher, proprietà del regista e del socio Angelo Barbagallo. Nel cinema, ricavato da un ex dopolavoro, gli spettatori hanno anche la possibilità di consultare una piccola libreria In merito ai gusti del regista, invece, rimandiamo direttamente ai suoi film, dove si mostra fervente antihollywoodiano e insofferente verso la commedia all'italiana stile Monicelli-Sordi. È infine quasi proverbiale il suo fermo individualismo: in Sogni d'oro sempre Michele si inalberava gridando "Ma quali colleghi! Non ho colleghi, io!".
La pallanuoto
È stato il leit motiv di Palombella Rossa. Non a caso è stato scelto questo sport, visto che anche nella realtà Moretti ha praticato pallanuoto in gioventù, militando nella Lazio, in serie C.
La sinistra
La politica, e soprattutto la sistematica e severa analisi della sinistra, è sempre stata uno dei temi portanti delle sue pellicole Dichiaratamente progressista anche nella vita privata, Moretti annovera tra i suoi amici Mario Fortunato, Stefano Benni, Michele Serra, Marco Lodoli e Walter Veltroni L'individualismo (e i luoghi comuni)
Spesso si tende a fare confusione tra il personaggio e la persona: Moretti arrogante, pieno di sé, narciso, scontroso e orso. Nella realtà Nanni non è poi così "orso-autarchico" come sembra: addirittura molti studenti di cinema che si sono laureati con una tesi su di lui, hanno potuto incontrarlo e accedere a materiale critico proveniente dai suoi archivi personali.
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