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Claudio Piersanti
L'appeso
Autore: Claudio Piersanti
2000 (Edizioni Feltrinelli), pp.223


Recensito da: Alex Brando

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Dopo "Luisa e il silenzio" Claudio Piersanti ci propone L'appeso (2000, Feltrinelli, pagg. 223, Lire 30.000), una storia di spionaggio "esistenziale". Un lavoro denso e corposo, allarmante perché dalle sue pagine emergono ben nitidi i tratti di una società pervasa dalla menzogna e dalla diffidenza. "L'appeso" è un agente segreto in missione: deve individuare un collega che ha deciso di svuotare il sacco su vecchi misteri e ora vive nascosto in un vecchio edificio. Una "casa" per disturbati mentali: un po' ospedale, ospizio, residance. Qui è ambientata la sfida tra le due spie, ma il palazzone è anche un luogo mentale, metafisico dove ciascuno percepisce la realtà a modo suo: qual è quella vera, quella giusta?
L'investigatore in passato ha affrontato situazioni molto difficili e pericolose conquistando una grande capacità di adattamento. Anche nella nuova situazione sembra adattarsi molto bene, anzi si rilassa troppo, fino a rischiare la vita. In mezzo c'è anche lo strano amore per una donna sposata, bella e dolce, che lui sogna tutte le notti e di cui il lettore non viene a sapere nemmeno il nome. Un amore ambiguo, ossessivo, quasi infantile, che dovrebbe sanare da ogni male, dall'insicurezza, dal passato che tormenta, un amore che fa da controcanto alla situazione claustrofobica vissuta dal protagonista durante la caccia al traditore.
L'appeso ha uno sfondo giallo dove non mancano ben congegnati colpi di scena, ma si ha l'impressione che la storia narrata sia soltanto un pretesto per dirci altre cose: sulla vita, sul destino degli uomini. Se nel precedente lavoro Luisa e il silenzio Piersanti aveva lavorato per sottrazione qui il procedimento è inverso: i particolari abbondano, così come i personaggi con le loro storie che s'intrecciano alla vicenda principale. Il romanzo è molto strutturato e anche lo stile risulta complesso. La lingua si è arricchita divenendo più varia e mossa, persino instabile, come se risentisse del posto in cui la storia è ambientata: un luogo affollato di paranoici, reietti, falliti... dove c'è tristezza, angoscia, ma anche un'allegria strana, lunatica.
Il romanzo è senz'altro bello, denso ed enigmatico, polifonico se raffrontato ai lavori precedenti. Sciolto nei dialoghi, tormentato e convincente negli abbondanti, splendidi e talvolta strani soliloqui: "Il tramonto dietro le nuvole è bello come sempre, pensò un attimo prima di salire in macchina. Amore mio, le disse col pensiero, vedi, c'è il tramonto anche se piove".



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