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Rubrica di critica letteraria.



Martin Heidegger
In colloquio tra poesia e pensiero

Autore: Rosaria Di Mattia

In: L'estetica filosofica tra persona e politica
A cura di: G. Ricciardi
Editore: MIERMA, Camerino, 1997


Recensito da: Ubaldo Giacomucci

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Il volume è una riflessione sulla tematica della persona umana nell'intuizione artistica e sul rapporto dell'arte con la politica e la società. Il testo, a cura di Giuseppe Ricciardi, presenta vari contributi: "In colloquio tra poesia e pensiero" di R. Di Mattia, "L'estetica personalistica di L. Stefanini" e "La letteratura come impegno in Sartre" di G. Ricciardi, "La teoria della formatività nell'estetica di L. Payreson" di M. Svizzero, "L'arte come sosta in A. Camus" e "La concezione dell'arte tra Camus e Sartre" di G. Di Biase.
Rosaria Di Mattia, nel suo saggio originale e innovativo, ci mostra una poesia che nasce da un pensiero vicino alla ricerca filosofica, e che si confronta esplicitamente con essa.
Che io sappia, è la prima volta che un filosofo presenta un testo dichiaratamente poetico quale risultato della propria ricerca filosofica.
Una poesia espressa in un linguaggio essenziale, fortemente legato alla forza icastica delle metafore.
Nella dimensione di questa poesia si avverte come un richiamo ad un confronto tra il visibile e l'invisibile, in una sorta di divisione, di dualità dell'uomo tra una presenza il cui senso sfugge, e un'assenza che rimanda a una distanza incolmabile tra noi e qualcosa che ci preme, ma che non riusciamo a definire pienamente.
Il frequente uso della seconda persona singolare sembra alludere alla scoperta della vera identità dell'uomo che può avvenire soltanto nel confronto con l'Altro, affrontando in poesia una tematica attualissima che coinvolge in un dialogo serrato gran parte della filosofia e delle scienze umane.
Ma è proprio nel confronto della poesia con il pensiero di Martin Heidegger, presente nella parte critico-saggistica che accompagna le poesie, che si coglie la particolare dimensione di questo testo.
La filosofia, come "pensiero rammemorante", che può pensare autenticamente l'esperienza poetica, ci propone un cammino impervio sul terreno del linguaggio. In questo modo la sintesi e l'essenzialità proprie della poesia, il simbolismo, la sentenza breve ed enigmatica non si oppongono a un sapere argomentativo, ma lo completano con sfumature ricche di significato.
L'esigenza del pensiero di cogliere il senso più profondo dell'invisibile costringe l'Autore alla poesia, lo trascina con la forza di ciò che è più autentico e che non può essere nominato, come testimonia la citazione dell'Autrice: "il pensatore dice l'essere e il poeta nomina il sacro" (M. Heidegger, Postfazione a Che cos'è la metafisica?, Pironti, Napoli, p. 54).
Con piena consapevolezza Rosaria Di Mattia ci offre la vitale manifestazione della coappartenenza di pensiero e poesia, e ce ne rintraccia il senso: "Pensiero e poesia si coappartengono grazie a quel dire, che ha già votato se stesso al Non-detto, perché è il pensiero come atto di ringraziamento" (M. Heidegger, Il cammino verso il linguaggio, in In cammino verso il linguaggio, Mursia, Milano, p. 211).


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