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Rubrica di critica letteraria.



Bogotà
Perdere è una questione di metodo
Autore: Santiago Gamboa
Guanda, 1997



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Lunedì 12 giugno è stata presentata una raccolta di racconti: "Racconti senza patria" edita da Guanda e a tale presentazione ha partecipato oltre all'italiano Bruno Arpaia e a José Mwnuel Fajardo, anche Santiago Gamboa, giovane scrittore molto apprezzato da Luis Sepúlveda. Si parla ora del suo secondo romanzo -mentre pare stia per uscirne un altro- il cui titolo: "Perdere è una questione di metodo", altro non è che una citazione da Sepúlveda.
L'azione prende le mosse da un cadavere rinvenuto nei dintorni di Bogotà sulle edificabili e molto appetite -termine non fu mai più indovinato: agli interessi di costruttori si affianca la storia del capitano Moya gran ingordo desideroso di dimagrire- colline del Sisga. Il giornalista Silanpa più o meno casualmente affiancato dal simpatico Estupiñán e sostenuto dai messaggi, che estrae da un manichino di donna che tiene in casa, troveranno la soluzione del caso, prendendosi spaventi, rischiando la vita, senza stancarsi di lottare con mulini a vento.
Se il chi abbia ucciso e vilipeso un povero cadavere, la cui identificazione non è poi tanto semplice, sarà noto solo alla fine; il lettore sarà via via al corrente di molte più informazioni di quelle a disposizione dei due improvvisati investigatori, potrà rendersi conto, insomma, della complessità della situazione in un modo assolutamente accattivante. Gli interventi estemporanei del capitano Moya che ricostruisce la propria storia di goloso al servizio della polizia, saranno la chiave migliore per introdursi in un modo di pensare, nel modo di pensare vincente. Non resta che da ripetere quanto detto da Sepúlveda: "Santiago Gamboa è un giovane scrittore che conosce bene il vecchio mestiere di raccontare storie". E la storia si racconta, dagli antefatti alla soluzione del caso; a non trovare conclusione, invece, è la vita dei personaggi che, iniziata un prima del ritrovamento del cadavere, continua dopo la sua sepoltura… il presente è: prodotto di un passato che in buona parte ci sfugge e premessa di un futuro in parte già delineato, ma ancora potenziale.


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