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www.ARPANet.org > Poesia > Giovanna D'Arco sentiva le voci



 Giovanna D'Arco sentiva le voci 


 

Non essere esaudite né credute

è la disgrazia delle vergini.

Sperava di averli in pugno, meschina,

con le sue voci nella canicola,

una spada e la favola dei folli.

 

Ma Dio non parla alle donne bizzarre

e gli insetti ronzano e strepitano,

hanno ali di vetro e antenne di spillo.

 

Lui disse: “Teste di morto

laggiù nella tua cantina

e l’ultima a cadere,

sappilo, sarà la tua” -

poi la colpì sulla nuca,

lasciandola a guardare la terra

e i suoi piedi imperfetti.

 

Le tagliarono le braccia

e gliele misero al collo

in modo che non potesse

andare incontro a nessuno:

 

gridarono gli stendardi,

che sventolavano come sottane

di prolifiche ragazze maritate

 

e gli uomini furono fascine

che crepitavano sputando sentenze

e lambivano, stringevano,

la costringevano per sempre in un ceppo.

 

Ora si beve caffè nella piazza

dove ebbe capelli di cenere

e i seni come guanti bruciati.

 




Eloisa Massola



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